Arrival (2016)

Arrival è un film di fantascienza prodotto dalla Paramount su un primo contatto con gli alieni, in cui un team di scienziati guidati da Occhio di Falco (Jeremy Renner, che interpreta Ian Donnelly) chiede aiuto alla specialista di lingue Lois Lane (Louise Banks, interpretata da Amy Adams), il tutto mentre Saw Guerrera (Forest Whitaker, che interpreta il Colonnello Weber) fa la parte del militare completo di paraocchi per simboleggiare la sua ristrettezza mentale 😀

Il film ha una prima parte un po’ lenta, ma una volta che si arriva agli alieni (nelle grandi astronavi a forma di pillola) il film prende il via e l’intero secondo atto è molto bello. Senza rovinare quello che succede, ci sono una serie di buone idee sulla comunicazione con gli alieni, piena di mistero, di fascino, e tuttavia sensata, logica, mentre le varie squadre condividono le proprie scoperte cercando di comunicare con gli alieni. E il film ha un’ottima fotografia, che ricorda Kubrick, in un certo senso, sono inquadrature lunghe e spesso statiche (ovvero, la macchina da presa resta ferma a lungo), e gli effetti speciali contribuiscono a dare un eccellente senso di realismo (ad esempio l’interno della nave aliena, o il grande schermo con la mega-conversazione Skype con i vari team nel mondo). Anche la performance degli attori è buona: Amy Adams è in forma eccellente e Jeremy Renner, per quanto non altrettanto bravo, è abbastanza simpatico e convincente.

E se il film fosse solo sulla comunicazione con gli alieni, sarebbe un ottimo film, oserei dire all’altezza se non di Blade Runner per lo meno di The Martian, per l’atmosfera, il senso di mistero, la solida sceneggiatura, la bella fotografia e le buone idee sui problemi di comunicazione tra l’umanità e gli alieni. E tuttavia arriva la fine del film. La fine del film è… una grossa delusione. Intendiamoci, non siamo ai livelli di Tomorrowland, la qualità generale del film resta abbastanza in piedi (a parte gli alieni che sono abbastanza finti, e non dovevano avere la testa), è la trama che ha un brusco calo, nella forma di un classico, tradizionalmente distruttivo Deus Ex Machina. Non voglio rivelare in cosa consiste, ma diciamo che riguarda una delle tematiche fantascientifiche che detesto maggiormente, che la fantascienza abusa e che non dovrebbero essere usate da una sceneggiatura competente. Ed è un peccato che tutta quella complessa e interessante discussione sulla partecipazione, la collaborazione e la comunicazione con gli alieni finisca… in tante tante bolle di sapone. Stessa cosa per il personaggio della protagonista: viene introdotto molto bene, è una delle cose migliori del primo atto (che, come ho detto sopra, ha il difetto di essere un po’ lento), e il suo sviluppo costante contribuisce al senso di mistero. Anch’esso tuttavia è rovinato da questo finale così fuori luogo.

Insomma, il film mi è abbastanza piaciuto, ma non posso negare il profondo senso di delusione per il finale, ed è per questo che, anche se a malincuore, non mi sento di raccomandare il film. Piuttosto riguardatevi 2001, o Blade Runner, sono di qualità nettamente superiore. Se volete averne un’idea non spendeteci dei soldi, scaricatelo o noleggiatelo.

Voto: 5.75

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