Beauty and the Beast (2017)

Beauty and the Beast

[Sulle note di “Tale as old as Time”]

Disney Cash-and-Grab,

Nothing New at all,

Awful CGI,

Crappy Storyline,

A Tale that’s on Rewind 😀

Beauty and the Beast è un remake, quasi scena per scena se non fosse che dura 40 minuti in più, del cartone Disney del 1991. Il quale, per quanto ci si possano trovare dei problemi (primo fra tutti l’essere di gran lunga meno bello dell’omonimo film di Jean Cocteau del 1946), resta comunque un classico Disney e una bella, per quanto semplice, storia d’amore. Eeeee… se è solo e soltanto questo che volete… beh, più o meno è quello che il film fa: senza alcuna emozione, senza alcuna passione, senza nessuno degli elementi che rendevano grande il cartone (o il film di Cocteau), una piatta e becera ricostruzione scena per scena. Siamo dopotutto davanti alla mirabolante regia dello straordinario Bill Condon, che ci regalato capolavori assoluti come Twilight Breaking Dawn Parte II, quindi non c’è da stupirsi. Ed è un peccato vedere tutto questo talento sprecato: c’è una buona squadra di attori, da Emma Watson (Belle) a Dan Stevens (la Bestia), da Ian Mckellen (l’orologio) a Ewan McGregor (il candelabro), ma con una sceneggiatura così non c’è da stupirsi se le loro performance soffrono. Due sono per me i problemi principali, come ho menzionato nella canzoncina.

Innanzitutto la computer grafica, che è pessima: questa continua scelta del primissimo piano, o ancora peggio della panoramica su un primissimo piano (mentre la macchina da presa gira intorno all’effetto speciale o al personaggio) è nauseante, tanto da rendere la prima parte quasi inguardabile. Inoltre, i contrasti di luce/colore del cartone vengono o completamente abbandonati (tipo l’unicità del vestito blu di Belle, ora indossato da metà del villaggio) o ripresi male (il castello color grigio smorto in netto contrasto con gli interni luminosi, nel cartone era composto di diverse tonalità di blu scuro). Infine, i personaggi in computer grafica sono uno più brutto dell’altro: passino il candelabro e l’orologio, che finti sono e finti rimangono, ma dopotutto si lasciano guardare. La teiera e la tazza sono invece inquietanti, così come l’armadio, tra gli occhi spenti e i movimenti innaturali sembrano usciti dai peggiori incubi degli animatori. E l’armadio c’è una volta ogni tanto, la teiera e la tazza ci sono in continuazione, pronti a divorarti l’anima. E infine come non parlare della Bestia stessa: è finto come non mai, siamo ai livelli di Tarkin in Rogue One. La cosa peggiore è la sua bocca, che si muove così male da risultare completamente ridicola, spezzando l’immersione nei momenti peggiori (sono scoppiato a ridere durante la scena finale, per esempio).

Il secondo aspetto è la trama: volerla rendere più “realistica” (e uso le virgolette perché mi sembra un insulto al realismo) finisce per creare più problemi rispetto all’originale, dove l’atmosfera fiabesca rendeva più facile l’immersione nella narrazione. Questo risulta in un ritmo profondamente diseguale, dove per ogni problema “risolto” dal cartone se ne creano tre nuovi. Per esempio, sapevate che la Bestia ha un libro magico in grado di teletrasportarsi ovunque nel mondo? E la cosa buffa è che viene definito “il dono più crudele della strega” 😀 E non è un caso isolato, Beauty and the Beast è pieno di salti logici simili…

Detto ciò, ci sono alcuni aspetti positivi? Si, qualcuno. Ad esempio, c’è qualche risata, di tanto in tanto (principalmente intorno alla coppia Gaston/Lefou). Devo anche menzionare il rapporto tra Belle e il padre (interpretato da Kevin Kline), uno degli aspetti senza dubbio più riusciti del film (contrariamente al rapporto tra lei e la Bestia, che invece è uno schifo). Non mi sono neanche dispiaciute troppo le canzoni nuove, se non altro hanno il pregio di non essere troppo lunghe (e una volta tanto di non indulgere troppo nel fetish del primissimo piano che affligge il resto del film). Ah, a questo proposito, sono girate diverse voci sui toni omosessuali del film, e posso confermare che sono voci completamente false. C’è più omosessualità in Civil War, o in Toy Story tanto per fare un confronto con altri prodotti Disney 😀 E si, la censura dell’Alabama (che ha bandito il film nelle proprie sale) chiaramente non capisce un tubo…

Insomma, un altro bieco remake con il mero scopo di far successo al botteghino ma che finirà nel dimenticatoio in men che non si dica. Come avrete probabilmente intuito, ne sconsiglio la visione. Devo però ammettere che la Bestia era quasi divertente nella sua incredibile capacità di rovinare qualsiasi atmosfera che il film cercasse di creare. Non abbastanza però da raccomandare il film solo per la sua bruttezza.

Voto: si meriterebbe un 1-, ma gli attori e alcune rare scene lo portano a 3,5.

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