La Lacrima di Pietra

Questo argomento contiene 204 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da Foto del profilo di Elan Elan 5 giorni fa.

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  • #5453
    Foto del profilo di Elan Elan 
    Partecipante

    – TUTTI –
    Virion rifletté a lungo sulle parole di Gahain, ma alla fine scosse la testa.
    “Servirebbe un ingegnere capace per creare quello di cui stai parlando, ma io non ho queste conoscenze. Mi diletto con l’alchimia, ma non credo che le pozioni che posso creare potrebbero servire allo scopo…”
    Nemmeno Zatanja sembrava molto convinta.
    “Io posso… creare delle piccole esplosioni arcane, ma non so se basteranno… servono più che altro ad allontanare i nemici, non a distruggere edifici!” La giovane troll non sembrava per niente convinta e, ancora una volta, pareva essere particolarmente a disagio e quasi fuoriposto in quel gruppo. Ma rise vedendo Rikr portare il fiore di Mana sulla testa del grosso Tauren, una risata che sembrava quasi impossibile da sentire in quella desolazione in cui si trovavano.

    Urok intanto aveva ascoltato attentamente le scoperte di Daellen, guardando la bozza di mappa che aveva riportato sulla carta.
    “Quindi, mi pare logico, qualsiasi cosa decideremo di fare dovremo combattere. A meno che non troviamo il modo di nasconderci tutti quanti…” guardò i compagni, ma nessuno era in grado di rendere tutti invisibili.
    “Dama Daellen, dovete continuare ad esplorare quei cunicoli. Sceglietene uno, se non riuscite ad esaminarli tutti… dobbiamo sapere cosa ci aspetta se proseguiamo oltre, le uova potrebbero essere ovunque, e quelle guardie potrebbero proteggere qualsiasi cosa…” sospirò, scuotendo la testa.
    “Virion, visto che siete un alchimista. Le vostre capacità potrebbero tornarci utili: iniziate a creare pozioni curative, più che potete. Thaidan, so che tu sei un abile conciatore. Devi riuscire a creare qualcosa che ci protegga dal calore. Andrai in giro con Nathaniel, se hai bisogno di rifornirti di pelli.”
    Zatanja sembrò illuminarsi a quelle parole, come se le fosse venuta un’idea. “E se…” esitò, come avesse paura di dire una cosa sciocca, ma Urok la esortò ad andare avanti.
    “E se usassimo dei cadaveri di Dragonkin? Per passare inosservati, voglio dire! Potremo far finta di essere come loro…”
    Thaidan se la rise.
    “Certo! Oppure potremo controllarne uno e passare per prigionieri! I Dragonkin non sono stupidi, anche se lo sembrano, ci riconoscerebbero subito!”
    Zatanja abbassò la testa, ma Urok non aveva risposto, come se stesse valutando entrambe le ipotesi molto attentamente.

    – LA CACCIATRICE –
    Alliria storse il naso, come se il solo fatto che la Cacciatrice le stesse parlando fosse per lei fonte di fastidio, ma con una smorfia stizzita scosse la testa.
    “Non ho mai sentito una lingua del genere. Di sicuro non appartiene a nessuna razza dell’Alleanza.” sembrava tenerci molto a specificarlo, come se solo quelle razze, per lei, potessero essere di qualche importanza.

    La Cacciatrice decise così di sporgersi di più verso la feritoia per vedere coi suoi occhi i due interlocutori. Il passaggio era stretto, ma non abbastanza da impedirle il passaggio e, come aveva già intravisto, si apriva in una larghissima sala circolare con diverse porte che conducevano a stanze più interne.
    I due interlocutori non erano molto lontani dalla feritoia, ma girati in maniera tale da nasconderla alla vista.
    Uno dei due era la creatura più brutta che avesse mai visto: ricordava un Dragonkin, ma il suo corpo era più sottile e antropomorfo, ed era sostenuto solo da due lunghe gambe, proprio come un essere umano. Le braccia erano sproporzionatamente lunghe rispetto al resto del corpo e, sulla schiena, gli spuntavano quelli che sembravano due abbozzi di ali membranose. Guardando meglio, però, l’Elfa del sangue notò che non erano ali normali: era come se due supporti di metallo reggessero una sottile membrana.
    Doveva essere un qualche esperimento bizzarro, di certo nulla di naturale.
    L’altra creatura era, come aveva intuito, decisamente più umana: elfica quasi, per la precisione. I suoi lineamenti potevano ricordare quelli di un Elfo della Notte, data la pelle diafana, ma i suoi occhi erano rossi come se fossero lambiti da fiamme, ed il suo viso era solcato da quelle che sembravano terribili cicatrici.

    #5464
    Foto del profilo di Meeme Meeme 
    Partecipante

    La sacerdotessa continuava a comportarsi da isterica e lei si morse un labbro a sangue per evitare di aggredirla a male parole. Avevano trovato una via d’accesso sicura ed anche se quei due individui non la convincevano affatto, soprattutto il deviato elfo della notte, decise che la cosa migliore era tornare indietro e riferire quello che avevano visto.

    Fece un cenno ad Alliria, ma poi si ricordò che l’elfa della notte non era un animale in grado di comprendere i suoi gesti e così le parlò di nuovo dicendole di seguirla mentre tornavano indietro.
    Riuniti con il resto del gruppo raccontò loro quello che aveva visto senza troppi giri di parole. “Ho trovato una via d’accesso al piano centrale, seguitemi, entrare ci darà una visione più completa della costruzione e potrete anche tracciare auree di magia se presenti.” La nebbia all’interno sembrava più forte, sicuramente doveva esserci un incantatore o qualche oggetto che la rendeva tale e loro dovevano trovarlo e distruggerlo.

    #5469
    Foto del profilo di Rilwen Rilwen 
    Partecipante

    Quando la Cacciatrice ritornò, si fece raccontare tutto. non era che l’idea di entrare e di vedere mezzi sacrifici umani/mostruosi/sai tu cosa la attirasse proprio tremendamente. Anzi. Però dovevano capirci qualcosa in più, e quel qualcosa in più implicava che entrassero e picchiassero. Non potevano minimamente concedersi il lusso di andare in invisibile – sarebbe stato tutto molto bello, ma purtroppo infattibile. Decisamente infattibile.
    Avvicinò la mappa all’Elfa, quella mappa che era riuscita più o meno a fare.
    “Dove si trova esattamente questa sala di cui parli? Dove c’è l’esperimento e quella creatura elica?”
    Non era sicura che si trattasse di un Elfo vero e proprio, non capiva che cosa potevano essere quelle fiamme o qualunque cosa che la Cacciatrice descrivesse. Provò a pensare se aveva visto tratti del genere, se le ricordava qualcosa, e intanto annuiva ad Urok.
    “Posso provare a partire dalla sala che ha detto la Cacciatrice. E’ facile raggiungere questa via d’accesso?”
    Intanto era già pronta a far viaggiare i suoi occhietti dolci ed affettuosi. Oh, che bella giornatina. Ma intanto parlò a Lui.
    *Ti dice qualcosa tutto sto casino?*

    #5470
    Foto del profilo di Ilmarien Ilmarien 
    Partecipante

    Gahain ascoltò gli altri con attenzione, poi replicò a sua volta, rivolgendosi innanzitutto a Virion: “Non mi intendo personalmente di alchimia, ma se ti serve una mano a purificare gli ingredienti ti posso aiutare con i miei poteri” disse offrendo il suo aiuto. Alla proposta di Zatanja alzò vistosamente il sopracciglio destro guardando Urok: “Eeehhhmmm, non vorrei sembrare pessimista, ma mi pare un po’ difficile riuscire ad ingannarli. Come vorresti usare i loro cadaveri?” chiese alla giovane troll “Li scuoiamo e poi indossiamo le loro pelli? A parte l’odore terrificante, mi sembra un sacco di fatica e di tempo per un risultato… modesto, dato che il primo che ci si avvicina ci becca in men che non si dica. Piuttosto, con tempo e calma, sei in grado di creare e far muovere delle illusioni di dragonkin? Data l’abbondante nebbia potrebbero essere piuttosto utili…” propose cercando in qualche modo di salvare la proposta della maga. Quando vide ritornare le due fu sollevato dal vedere che non si erano vicendevolmente picchiate, ma deluso che ci fosse comunque una tensione che si tagliava col coltello. “Ottimo, avviamoci allora, visto che abbiamo un ingresso da esplorare cerchiamo di stare uniti e nella nebbia potremmo nasconderci dai dragonkin, e se per caso uno ci attacca cerchiamo di eliminarlo in fretta prima che faccia troppo rumore” concluse. Mentre il gruppo prendeva una decisione e si rimetteva in marcia, si avvicinò ad Alliria e le chiese sottovoce: “Va un po’ meglio? Oggi mi sembri più tranquilla…” osservò semplicemente.

    #5471
    Foto del profilo di Elan Elan 
    Partecipante

    La sala che aveva visto la cacciatrice si trovava nel piano centrale, in un punto in cui gli occhi di Daellen non erano ancora arrivati. Doveva trattarsi di una stanza molto grande, ma circolare. La warlock spinse così più in là i suoi occhi demoniaci sul piano centrale: la sala sembrava una sorta di grande passerella che si affacciava su una specie di pozzo (probabilmente il piano inferiore) e quattro gallerie, compresa quella da cui gli occhi erano arrivati, si aprivano a croce su altrettante stanze interne. Gli occhi demoniaci arrivarono giusto in tempo per vedere la creatura alata descritta dalla Cacciatrice infilarsi in una di quelle sale. Non c’era traccia, invece, dello strano elfo.

    Nel mentre, tutto il gruppo si stava muovendo verso il sentiero indicato dalla Cacciatrice. Non si trattava di una strada facilissima da percorrere, ma almeno avrebbero evitato parte degli scontri con i dragonkin.
    Zatanja sembrava essere stata un poco demoralizzata dal commento di Gahain, ma alla sua successiva proposta annuì convinta. “Mi basta avere una base su cui ispirarmi, e potrò creare fino a tre copie di qualsiasi creatura!” esclamò.
    Anche Urok sembrava decisamente più convinto da quella soluzione.
    “Risparmia le energie per ora. Potremo utilizzare queste immagini illusorie in caso di emergenza.”

    Non ci misero molto tempo a raggiungere l’apertura trovata dalla Cacciatrice. Alliria sembrava provata da aver fatto la stessa strada più volte, e non risposte a Gahain.
    Fu la Cacciatrice a sporgersi nuovamente per prima, per controllare la situazione: come avevano già visto gli occhi demoniaci di Daellen, sia la strana creatura alata che l’elfo erano spariti, e non c’erano Dragonkin a portata di vista, così uno dopo l’altro entrarono tutti quanti.
    Il calore dentro la fortezza era davvero opprimente, e la nebbia sembrava uscire intensamente all’enorme pozzo al centro della stanza. Subito alla sinistra dell’apertura da cui erano entrati si trovava una delle gallerie della stanza, quella in cui gli occhi Demoniaci avevano visto sparire la creatura alata. Altre due gallerie si trovavano una a destra e una a sinistra della sala circolare, mentre una quarta si estendeva esattamente dalla parte opposta a dove si trovavano, ed era quella che conduceva all’ingresso principale della fortezza.

    Non sembrava esserci alcun rumore minaccioso, segno che nessuno si era ancora accorto della loro presenza, ma fu un ben altro tipo di silenzio a turbare Daellen: Lui non le aveva risposto e, per quanto cercasse di stabilire un contatto, sembrava sfuggire continuamente alla sua chiamata.

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