I Guardiani delle Libere Nazioni

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  • #5555
    Foto del profilo di Ilmarien Ilmarien 
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    Il resto dello scontro fu breve e brutale. Senza quel manto di oscurità gli Eretici si muovevano più lentamente, e usavano i loro poteri con maggiore difficoltà, forse ostacolati dalla vicinanza della Grande Cattedrale di Luna, il cui potere brillava come un faro nella notte. Il primo a cadere fu quello che sparava fiamme, stordito da Megan e abbattuto da un singolo colpo di spada di Selim, che lo tagliò in due all’altezza del torso. Kasey mollò un calcio a un altro, mandandolo dritto dritto addosso a Bob, che lo crivellò di almeno una ventina di colpi. Il terzo si lanciò addosso a Kasey, ma ormai era stanco e non rappresentava una vera minaccia per la Cybertronic, che schivò l’attacco e gli mollò un pugno, facendolo finire contro il muro stordito, dove Max lo finì rapidamente con un singolo colpo alla testa. Abel si concentrò sull’ultimo rimasto, che era concentrato sul cercare di raggiungere Leumann. Saori, che si era ripresa, lo bloccò a metà strada, ma era ancora dolorante delle ferite subite e non sarebbe durata a lungo. In quel momento Abel e Lada lo raggiunsero alle spalle, lui da sinistra, lei da destra. Lada lo colpì in basso, subito sotto il ginocchio, tagliando il tendine. L’Eretico cadde in avanti ma prima che potesse cadere Abel lo colpì dall’alto decapitandolo con un singolo fendente.

    Ci fu un momento di gradito silenzio quando l’ultimo Eretico cadde ucciso, e il gruppo ebbe il tempo di riprendersi mentre la Valchiria e Leumann fecero il giro curando i feriti. Alla fine erano morte le guardie Mishima e Mason, che era stato colpito da uno dei cecchini. La squadra dell’Inquisizione preparò una cassa in cui misero quello che restava del marchingegno in modo da poterlo studiare una volta al sicuro. Una volta ripresi dallo scontro, il gruppo si rimise in marcia tornando nella sala centrale del Gran Bazaar. Pryce era rimasto ad aspettarli, ma buona parte della sala si era svuotata. Restavano una trentina di Guardiani che sorvegliavano altrettanti prigionieri, tutti con l’uniforme della Luna Corporate Security, la compagnia che manteneva l’ordine al Gran Bazaar per conto dei vari cartelli criminali di Luna City.

    Pryce accolse il gruppo con un profondo sollievo: “Grazie per avere eliminato la minaccia dell’Oscura Simmetria. Non appena la luce è tornata, i Guardiani si sono diretti a Piazza delle Nazioni” spiegò Pryce “ho detto loro di aspettare il tuo arrivo, Francis” disse rivolgendosi al suo vecchio compagno, che fece un cenno d’assenso mentre si guardava intorno timoroso. “Signori, parliamoci con franchezza” proseguì l’ex-Mistico “siete l’unica forza nel Distretto in grado di fermare i Guardiani e disperdere la folla che si è radunata nella piazza. Personalmente vorrei che la rivolta avesse successo, ma d’altro canto vorrei evitare un bagno di sangue. Per quanto riguarda i Mishima presenti, posso assicurarvi che i vostri stabilimenti non saranno toccati: per quanto riguarda il Cartello” continuò rivolgendosi a Selim e a Megan “dobbiamo occupare l’ospedale ma ho dato ordini rigorosi di non ferire in alcun modo chi non oppone resistenza”. “Queste sono le richieste che i Guardiani delle Libere Nazioni intendono fare alle Corporazioni” e produsse alcuni fogli che fece passare al gruppo in modo che tutti potessero leggere.

    Manifesto delle Libere Nazioni:
    Noi, i Guardiani delle Libere Nazioni, chiediamo a Sua Santità il Cardinale Supremo Alexander VII:
    1. Di riconoscere gli obiettivi di giustizia sociale e la legittimità dei Guardiani delle Libere Nazioni di fronte alle corporazioni.
    2. Di rilasciare il Mistico Jonathan Pryce dalle carceri dell’Inquisizione, salvo accuse direttamente collegate all’Oscura Simmetria
    3. Di imporre alle corporazioni di destinare l’1% dei loro profitti a nutrire la popolazione povera di Luna City, in seguito da estendere agli altri pianeti del Sistema Solare
    4. Di imporre alle corporazioni di abbandonare il lavoro minorile al di fuori di mansioni leggere e comunque non superiore alle 12 ore a settimana.
    5. Di decretare, in accordo con i principi della Fratellanza, che tutti gli uomini e le donne hanno diritto a essere retribuiti per il proprio lavoro, condannando la schiavitù
    6. Di imporre al Cartello che un membro dei Guardiani sieda nel Consiglio di Sicurezza e abbia qualche voce in capitolo nella gestione delle risorse del Cartello a Luna City, in seguito da estendere agli altri pianeti del Sistema Solare.
    7. Di condannare come estremisti i membri dell’Ordine della Fiamma Purificatrice.
    8. Di destinare una parte delle entrate della Fratellanza nell’educazione pubblica degli abitanti di Luna City.
    9. Di creare dei consigli di cittadini in ogni distretto, finanziati tramite l’articolo 3, per migliorare le loro condizioni di vita. Tali consigli saranno strettamente monitorati dalla Fratellanza ma saranno indipendenti dalle corporazioni e dal Cartello.
    Questo noi chiediamo a Sua Santità, che la Luce della Fratellanza guidi i nostri passi.
    I Guardiani delle Libere Nazioni

    Francis lanciò un’occhiata al manifesto e disse a Pryce: “Thomas ha voluto aggiungere l’articolo 7 qualche tempo fa, io l’avevo fatto togliere, ma a questo punto non credo che nessuno obietterà” disse con un sorriso malinconico.

    #5563
    Foto del profilo di Sir Gruumsh Sir Gruumsh 
    Partecipante

    Quando anche l’ultimo eretico venne ucciso, Abel si fermò un attimo e fece un bilancio della situazione: alla fine non era andata poi così male…certo avevano faticato per eliminarli ma il bilancio rispetto ai loro morti era nettamente superiore, paradossalmente la fatica più grande forse dovevano ancora affrontarla e si trovava in Piazza delle Nazioni.

    Abel già sapeva quello che Pryce avrebbe detto, nel tentativo di convincere tutto il gruppo a stare dalla sua parte e sapeva pure che avrebbe distribuito quei volantini che lui ovviamente non aveva bisogno di leggere, tuttavia non era sicuro che tutti lo potessero appoggiare quindi si sentì in qualche modo “costretto” a intervenire in suo favore.

    Si avvicinò quindi a Pryce e si rivolse a tutto il gruppo: “Personalmente io non posso che appoggiarlo…Signori, credo che voi tutti conosciate la sua storia per come ve l’hanno raccontata ed era più o meno quella che sapevo io prima di dovermi accertare se fosse davvero un pericolo per l’umanità e lasciarlo libero di combattere con noi. Ho avuto modo di documentarmi e parlare con lui e son certo che la sua fama malvagia è stata molto ingigantita rispetto alla realtà…e se pensate che abbia potuto influenzarmi con qualche potere vi sbagliate, ho una certa esperienza in interrogatori e so quando tentano di incastrarmi e in ogni caso Lada era con me fin dall’inizio e può confermare le mie parole” evitò di raccontare che, dalle carte che aveva letto, Pryce sembrava essere stato incastrato da poteri più forti di lui…quello forse sarebbe stato un tantino eccessivo da credere sulla parola.
    “Siete liberi di schierarvi dalla parte che volete ovviamente, io so che se cercheremo di appoggiarli anche in merito a quello che hanno fatto per noi oggi potremo trovare un accordo che soddisfi tutti quanti ed eviteremo spargimenti di sangue inutili”

    Non aveva idea di come avrebbero reagito, di certo non si sarebbero aspettati un discorso così da un “rigido” Bauhauser e sarebbe stato divertente vedere le loro reazioni, ma dopotutto Abel aveva deciso di giocare col fuoco ed era perfettamente consapevole di potersi bruciare ed ora non poteva più tornare indietro anche perchè non era nel suo carattere.

    #5564
    Foto del profilo di Meeme Meeme 
    Partecipante

    L’ex-tenente aggrottò un sopracciglio sentendo le parole dell’ex-mistico. “A me non fanno impazzire le ribellioni e non appoggerò questi Guardiani, la mia Coorporazione, invece deciderà una volta ponderate al meglio tutte le opzioni, io non parlo per loro e non sono un portavoce.” Ribellione, ci mancava solo appoggiare una ribellione. Alcuni articoli potevano anche essere interessanti, ma negoziare con la prospettiva di un bagno di sangue metteva i Guardiani allo stesso livello di eretici fuori di testa e terroristi del cazz*. “Mi occuperò di evitare il bagno di sangue, perché è questa la cosa che ritengo più importante al momento.” specificò seria.

    “Mi occuperò di riferire alla mia Coorporazione queste richieste, decideranno loro se accettarle oppure no.” Parlare di politica in quel momento le sembrava una cosa assolutamente futile.
    “Ora se non avete altro da aggiungere direi di sbrigarsi a sedare questo assembramento di gente prima che ci scappi un morto scatenando il finimondo.”

    #5566
    Foto del profilo di Elan Elan 
    Partecipante

    Megan non poteva crederci.
    Avevano sconfitto gli eretici, avevano respinto probabilmente una delle peggiori minacce che ci fossero state a Luna negli ultimi tempi… e l’unica cosa a cui quelli erano capaci di pensare era la politica.
    Cosa si aspettavano, poi? Che lei parlasse per la Fratellanza, o peggio, per il Cartello?
    Non se ne parlava proprio.
    Richard poteva parlare benissimo per la Fratellanza – di certo con molta più cognizione di lei. E di certo non avrebbe messo bocca sulle decisioni del Cartello.

    Poi, per carità del cielo, le richieste dei Guardiani non erano tutte così brutte. Nutrire la popolazione povera di Luna era un gesto davvero carino, e anche l’educazione pubblica avrebbe potuto essere una richiesta più che lecita.
    La giornalista già stava pensando alla bellezza degli articoli che sarebbero potuti uscire da un accordo del genere.
    Ma rilasciare Pryce…
    Forse pensava troppo emotivamente, forse era troppo coinvolta, come si diceva in quei casi…
    Ma fosse stato per lei, non sarebbe stato rilasciato nemmeno tra mille anni.

    “Non si aspetteranno mica che ogni singolo soldato dia il suo appoggio o meno a quelle richieste…” commentò mentalmente a Selim, storcendo il naso in una smorfia. E ci mancava soltanto il discorsetto di Abel…
    “Credo che l’unica persona che abbia centrato le vere priorità, in questo momento, sia l’ex-Tenente.” aggiunse ad alta voce, indicando Kasey con un cenno del capo.

    #5570
    Foto del profilo di Rilwen Rilwen 
    Partecipante

    Lui era un uomo di spada e di pistola. La politica l’aveva sempre lasciata ad altri, e si era fatto nell’ombra perché la luce della Fratellanza brillasse. E ora aveva da decidere cose, e capire più politica di quanto non avesse fatto in tutti gli scorsi anni della sua vita.
    Lui, appunto, era l’ultimo degli ultimi, non aveva alcunissimo potere decisionale, e preferiva che così rimanesse. Così era più semplice, molto più semplice. Non necessariamente più nobile, ma uno che lavora nel buio e nell’ombra e nell’oscurità non è di luce che si adorna.
    “Come detto dalla Signorina, noi non siamo nessuno per decidere se appoggiare o meno la cosa.”
    Parlava dell’ex tenente, appunto.
    Le parole di Abel sembravano avere un senso, ma lui non lo conosceva minimamente, non sapeva nulla di lui, si erano a malapena visti durante lo scontro.
    “La cosa più importante è evitare appunti bagni di sangue.”
    Un po’ quello che dicevano tutti, insomma.
    “E riuscire ad essere più super partes possibile. I civili non hanno fatto nessun male a nessuno. E’ a loro che va il nostro pensiero, non alla politica, al momento. Non siamo i più adatti.”
    Anche se la questione dell’ospedale era qualcosa che aveva a cuore, lavorandoci sua sorella… ma non era il momento.
    “Andiamo velocemente. E facciamo presto.”
    Non aveva forse mai disperso della folla, ma pazienza.

    #5583
    Foto del profilo di Ilmarien Ilmarien 
    Partecipante

    Pryce fu visibilmente sollevato dalle parole di Abel, gli fece un leggero inchino con la testa e fece un cenno di assenso a Francis. Quando Kasey parlò contro la rivolta tutti gli altri Guardiani si irrigidirono, quando lo fece anche Megan impugnarono le armi ma vennero subito fermati da un rapido gesto di Francis. Quando Max proclamò la sua neutralità, Richard si fece avanti: “Come è stato detto, questa è una faccenda corporativa. Noi dell’Inquisizione siamo venuti qui… per fermare gli Eretici…” fece una lunga pausa “l’Inquisizione… è intervenuta cinque anni fa… quando le corporazioni erano unite…” lanciò un’occhiata ad Abel e Lada “e chiaramente non è questo il caso oggi… Quindi noi dell’Inquisizione siamo neutrali, non vi appoggiamo ma non vi ostacoliamo” concluse facendo segno alla sua squadra di mettersi da parte. [Megan: senti la voce di Edith nella tua testa: “Mantieni la copertura” e Richard ti fa un lieve cenno con la testa] In quel momento Leumann si fece avanti per parlare a sua volta: “Pryce, io non ho mai creduto alle accuse di Eresia nei vostri confronti, come hanno fatto molti dei Veggenti che conosco. Se stavolta la Bauhaus intende rimediare agli errori del passato, beh in tal caso i Guardiani hanno il mio appoggio!” si avvicinò a Pryce e gli strinse la mano. Astrid, la Valchiria, si rivolse a bassa voce direttamente a Max: “La mia missione è proteggere e servire le persone di questo distretto, e loro chiaramente sostengono i Guardiani, quindi il mio posto è al loro fianco” e senza aggiungere altro si schierò a fianco di Pryce. Saori e Seishin nel frattempo si erano avvicinati a Francis e i tre avevano confabulato a lungo, poi lei si girò verso gli altri e annunciò: “Io, Saori Hanshu, Samurai di Djang Hanshu, Liege Lord agli ordini del Signore Supremo della Mishima, dichiaro ufficialmente il supporto della Mishima nei confronti dei Guardiani delle Libere Nazioni” e con queste parole si schierò a fianco di Abel e Pryce.

    A questo punto fu Pryce stesso a prendere la parola: “Ringrazio tutti per il vostro appoggio e rispetto la vostra presa di posizione” guardò nello specifico i Cybertronic “anche se non la condivido. È chiaro che non avete i numeri per fermare i Guardiani, quindi ora sarete scortati in superficie e da lì verrete accompagnati fuori dal Distretto. Avete tutti espresso il desiderio di evitare ulteriori morti, un modo che avete per farlo è non avvertire le corporazioni del nostro arrivo, o ritardare l’annuncio il più a lungo possibile” concluse in tono pacato ma fermo. Francis prese la parola a sua volta: “Non intendiamo assalire le Corporazioni con le armi, il piano è di costringerle a negoziare con noi. Qualunque cosa possiate fare per limitare il numero dei morti e degli scontri aiuterà i negoziati e aumenterà le probabilità di raggiungere una soluzione pacifica” disse in tono conciliante, mentre i Guardiani cominciavano a mandare i prigionieri su per le scale.

    #5613
    Foto del profilo di Ilmarien Ilmarien 
    Partecipante

    Il gruppo si incamminò su per le scale e tutti insieme raggiunsero la piazza.

    Abel Brandt
    Mentre salivano Pryce si accostò a Abel e Lada: “Grazie di tutto. Ho bisogno che voi andiate dalla Bauhaus e spieghiate le vostre azioni, io non voglio essere responsabile di una vostra esecuzione, e francamente mi farebbe comodo avere degli alleati all’interno di una Corporazione… e che non siano soltanto alleati di convenienza” disse alludendo ai Mishima.

    Tutti
    Piazza delle Nazioni era a mala pena riconoscibile: dalla posizione leggermente rialzata di una delle strade laterali si vedeva una marea di persone, centinaia di migliaia come minimo, al momento ferme davanti al Memorial Hospital, silenziosamente ostili e pronte all’azione. Dietro al sordo brontolio della folla, si poteva distinguere il rumore ritmico di alcuni elicotteri del Cartello che erano venuti a evacuare l’ospedale. Pryce fece un cenno a Francis e lui subito sparì in mezzo alla folla: poi si rivolse agli altri “Signori, innanzitutto grazie per avere eliminato gli Eretici. Verrete tutti quanti convocati all’inevitabile riunione del Consiglio di Sicurezza del Cartello che si svolgerà domani mattina, quindi avete alcune ore per informare la vostra Corporazione e decidere cosa dire pubblicamente. Vorrei avervi potuto convincere tutti, ma purtroppo non c’è stato tempo. Ora siete liberi di andare, la rivoluzione dei Guardiani è in marcia” e fece per andarsene levitando da terra. “Un momento!” disse Selim “quelli che difendono l’ospedale sono personale del Cartello e mercenari. Forse posso convincerli ad andarsene senza una sparatoria, fatemi arrivare là e datemi qualche minuto!” disse guardando i restanti Guardiani.

    Pryce dopo un momento di silenzio fece un cenno di assenso e Thomas, un altro dei capi dei Guardiani, scortò Selim e Megan attraverso la folla in direzione dell’ospedale. I mezzi di trasporto con cui erano arrivati, il furgone dell’Inquisizione e quello della Cybersecurity erano parcheggiati poco lontano, e la loro scorta di Guardiani si assicurò che nessuno li disturbasse mentre uscivano dal distretto. Mentre tutti si allontanavano dalla piazza, sentirono il fischio elettronico di un microfono e poi la voce di Francis che diceva: “Guardiani! Questa è l’ora della rivincita, il momento in cui le Corporazioni si piegheranno e la Fratellanza ci ascolterà. Prima il Distretto 43, poi Luna City!” concluse alzando il pugno mentre un urlo di trionfo si alzò dall’intera folla, centinaia di migliaia di voci urlarono all’unisono. Poi si quietarono di colpo, mentre Pryce prese la parola “Il mio nome è Jonathan Pryce e come avete sentito sono tornato! Grazie per aver continuato a credere nelle Libere Nazioni e per aver mantenuto viva la speranza di un domani migliore. Oggi è il momento in cui realizzeremo il nostro sogno. Per il Cardinale! Per la Fratellanza e per le Libere Nazioni!” . A queste parole la folla andò in delirio, con urla di giubilo e diversi che piangevano lacrime di gioia alla notizia. Pryce continuò a parlare mentre alcuni soldati uscivano dall’ospedale e venivano scortati lontano dalla piazza. Al termine del suo discorso la folla invase il Memorial Hospital.

    Megan Reed
    Prima che il discorso cominciasse, Thomas li aveva abilmente condotti, costeggiando la piazza in modo da evitare di restare incastrati nella folla, e sia Megan che Selim notarono che tutto intorno la piazza pulllulava di uomini armati, molti dei quali indossavano l’equipaggiamento che avevano notato poco prima sotto il Gran Bazaar. Una volta all’ospedale Selim mostrò il suo distintivo alla luce e lui e Megan vennero fatti entrare poco dopo, spostando leggermente la barriera per aprire un varco. Entrarono e si guardarono intorno. L’ingresso dell’ospedale era stato barricato e ora sembrava quasi una di quelle trincee che Megan aveva visto durante il suo servizio nelle Freedom Brigates. Qui c’erano una cinquantina di soldati del Cartello e altrettanti mercenari, determinati ma certamente molto spaventati dal massiccio assembramento subito fuori. Era chiaro che non avrebbero avuto speranze se la folla avesse fatto irruzione.

    Tra di loro Megan riconobbe il sergente che aveva incontrato all’inizio e il Direttore dell’Ospedale, quel Felipe Yulenkov che l’aveva indirizzata verso Selim quello stesso pomeriggio. Yulenkov era in piedi, rigido come un militare e si appoggiava a due robuste stampelle, probabilmente le sue gambe non lo reggevano più molto bene. Selim discusse brevemente con lui e, dopo essersi guardato in giro il Direttore fece un cenno di assenso e parlò con gli altri: “Uomini, questa posizione è indifendibile. Vi ordino di ritirarvi, questi Guardiani ci hanno assicurato che potranno scortarvi al sicuro fuori dal Distretto. Io resterò qui, chiunque prenderà il controllo del Memorial avrà bisogno di qualcuno come me” concluse mettendosi a sedere. Il sergente che Megan aveva incontrato quel pomeriggio disse: “Ma… non…” “Va bene così, Vince, non credo che mi faranno del male, e in ogni caso non ho più molto da vivere” lo interruppe Yulenkov. A questo punto Selim prese la parola “Forza, andiamocene prima che cambino idea!” e mercenari e soldati uscirono dalla struttura a mani alzate mentre Francis e Pryce finivano il loro discorso e la folla irrompeva nell’ospedale. Megan e Selim si ritrovarono a lato della piazza e con una scorta che li avrebbe portati fuori dal distretto. Selim le chiese: “Hai abbastanza materiale per… il tuo articolo o vuoi restare a vedere cosa succede?”

    Maximilian Richthausen
    Astrid gli si avvicinò poco prima che i Corporativi si allontanassero e gli disse: “Mi sono schierata a favore della rivolta ma non ho intenzione di accompagnarli passo passo, la presenza di una Valchiria come me potrebbe dare l’impressione sbagliata. Se devi fare rapporto a qualcuno ti posso accompagnare? Forse c’è qualche posto ancora aperto per quella cena di cui sopra?” suggerì con un sorriso complice.

    Kasey Bates
    Il furgone uscì dal distretto senza problemi. La scorta li accompagnò a passo d’uomo fino alla rampa dell’autostrada, che era stata pesantemente fortificata, tra blocchi di cemento, barricate, cavalli di Frisia e quant’altro ora per delle forze corporative sarebbe stato certamente complicato entrare nel Distretto 43. Alcune barricate vennero spostate per fare uscire il furgone, e una volta fuori presero rapidamente velocità. Stanford chiese: “Allora, una volta che abbiamo avvertito chi di dovere, che facciamo? Mi sa che sarà una lunga notte…” commentò con una punta di amarezza.

    #5616
    Foto del profilo di Meeme Meeme 
    Partecipante

    “Parlate come dei terroristi e questo mi convince ancora di più a non appoggiarvi. Le vostre richieste sono ragionevoli, il modo con cui intendete avanzarle non lo è affatto.” Kasey era seccata dal comportamento di quella marmaglia.
    Guardò con disprezzo quelli che avevano impugnato le armi. “Vi abbiamo aiutato ed abbiamo sanguinato per salvarvi il cul* a prescindere dai vostri ideali politici ed ora volete fare cosa? Massacrarci perché le nostre obiezioni sono ragionevoli?” Face spallucce e chiamò Bob a raccolta.
    “Se è questa la vostra idea di dialogare non abbiamo altro da dirci. Parlate di morti e di scontri e questo elimina qualsiasi possibilità di una soluzione pacifica.” Altro che soluzione pacifica.

    Si allontanò con Stanford ed avvertì la sua Corporazione di quello che stava per accadere.
    “Non lo so, Stan… tutta questa situazione è stressante. Vediamo cosa ci dicono ai piani alti e quali saranno le direttive…” commentò con un sorriso e rimase in attesa di comunicazioni.

    #5619
    Foto del profilo di Elan Elan 
    Partecipante

    Megan aveva passato gli ultimi minuti chiusa in un silenzio corrucciato, imbronciata, cupa in volto e per niente felice della piega che avevano preso gli eventi.
    Ma proprio per niente felice.
    Cercò di fare un rapido calcolo di tutto quello che era successo, di tutto quello che aveva portato lei, insieme a tutti gli altri, a quel momento… e di nuovo scosse la testa. Non era bello, non era bello per nulla.

    Non che non fosse stata felice di seguire Selim all’interno dell’ospedale, in realtà. Stare nella piazza le metteva addosso una sensazione di impotenza colossale, perché sentiva di non avere il controllo di niente di ciò che stava succedendo. Era l’ultima dei signori nessuno, lì dentro, come avrebbe potuto avere un minimo di controllo?
    Ma la situazione all’interno dell’ospedale non era di certo più bella. Quegli uomini avevano paura, nonostante fossero uomini preparati alla guerra, abituati alla guerra, avevano davvero paura…

    Fu la voce di Selim a scuoterla da quei pensieri, e lo guardò scuotendo la testa.
    “Ero qui quando è iniziato tutto, sarò qui quando finirà tutto.” fece un sorriso, ma era un poco più triste di quanto non avrebbe voluto. “Sai che non mi piace lasciare le cose a metà!”
    Sorrise di nuovo, ma fu un sorriso che si spende subito, guardando Yulenkov. “Non dovreste rimanere nemmeno voi…” disse, spontaneamente, anche se sapeva che non aveva senso.

    Sospirò.
    “Non mi piace quello che è successo… I Guardiani, tutte queste schermaglie… Sembra passata una vita da quando abbiamo ritrovato quell’uovo dell’Oscura Simmetria…”
    Scosse la testa delusa.
    “Sarebbe quella l’unica cosa che dovremo considerare realmente nemica, invece litighiamo tra di noi come dei bambini capricciosi…”
    Era delusa, ecco. Molto più di quanto non avrebbe mai potuto crederlo possibile.

    #5620
    Foto del profilo di Sir Gruumsh Sir Gruumsh 
    Partecipante

    Quando ascoltò le prime reazioni dei suoi compagni di battaglia contro gli eretici, Abel credeva di ritrovarsi da solo ad appoggiare i Guardiani…per un attimo pensò che tutte le possibili conseguenze delle loro azioni future sarebbero cadute solo sulla BauHaus e quindi tutte su di lui ma quando vide Leumann, la Valchiria e i Mishima affiancarsi a loro si rilassò un poco: certo nulla impediva loro di scostarsi non appena la rivolta avesse preso una brutta piega, ma almeno le premesse iniziali erano discretamente accettabili.

    Quando salirono in Piazza Abel rimase un po’sorpreso dalla richiesta di Pryce:“Credevo di poter esservi d’aiuto in caso di una negoziazione sul campo ma se ritieni più importante che vada subito alla BauHaus lo farò…credo che possiate cavarvela da soli ora e per quanto mi riguarda è inutile rimandare il giorno delle spiegazioni, tanto prima o poi doveva accadere no? Buona Fortuna Pryce e speriamo di rivederci ancora interi la prossima volta” gli disse accennando un sorriso e dopo avergli stretto la mano si congedò per dirigersi al suo quartier generale.

    Mentre percorreva la strada sentì le parole del Mistico e le grida di delirio della folla e ancora una volta, per quanto lui vivesse d’istinto, ebbe un fugace dubbio sulla correttezza delle sue azioni…la rivolta sarebbe stata veramente pacifica o era tutta apparenza?
    In quel momento si rese conto che Lada lo aveva seguito in quelle ultime fasi senza mai proferir parola: “Siamo alle fasi finali ormai, almeno per quanto riguarda il nostro futuro. Non so cosa succederà quando arriveremo alla nostra sede…io ormai non posso più tirarmi indietro e dovrò accettarne le conseguenze ma tu forse puoi ancora uscire indenne dalla situazione se le cose dovessero andare male: puoi dire che sei stata costretta da me o qualsiasi altra cosa che ti venga in mente, agisci come meglio credi, non voglio avere un peso sulla coscienza per le mie decisioni azzardate” le disse con una punta di preoccupazione

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    #5624
    Foto del profilo di Rilwen Rilwen 
    Partecipante

    Tutto quello era oltre le Corporazioni. Richard aveva ragione, mostrando la sua neutralità, perché la Fratellanza quello avrebbe dovuto fare. Certo, non gli piaceva che Astrid invece appoggiasse i Guardiani, ma c’era un po’ da aspettarselo. D’altra parte, lei era lì che aveva vissuto, lei era lì che aveva consumato l’ultimo periodo della sua vita.
    Ascoltò le parole di Pryce, quell’uomo continuava a non piacergli troppo, aveva il proverbiale senso del ragno che gli serpeggiava sulla schiena, e non gli piaceva avere questo proverbiale senso del ragno. Non gli piaceva perché c’era comunque una specie di disordine che gli veniva comunicato, e il disordine non era qualcosa che tollerava.
    “Devo avvisare, sì.”
    Fece una pausa.
    “Ma puoi convincermi a metterci più tempo del previsto. Spiegami, ti prego. Spiegami il tuo punto di vista. Voglio conoscerlo.”
    Parlava ad Astrid, mentre si allontanavamo. Si fidava di lei, ma voleva capire. Anzi, *quindi* voleva capire.
    “Dubito che avremo tempo adesso.”, sospirò con un sorriso un po’ lontano.
    “Ma domani a cena sei libera, vero?”
    Ovviamente si stava dirigendo da Wellesley, ma voleva capire, prima di tutto.

    #5628
    Foto del profilo di Ilmarien Ilmarien 
    Partecipante

    Kasey Bates
    Alle parole di Kasey i Guardiani strinsero le armi. Era chiaro che da parte di diversi elementi dei Guardiani c’era un odio profondo verso le corporazioni, una rabbia cieca: senza il gesto imperioso di Francis che li fermò, probabilmente qualcuno di loro si sarebbe messo a sparare. Mentre gli altri si allontanavano, Pryce si avvicinò ai Cybertronic e parlò: il suo tono era tranquillo ma fermo: “Come vi ho detto, vi siamo grati per l’aiuto che avete dato ai Guardiani e alla gente di questo Distretto contro l’Oscura Simmetria. Detto questo, le Corporazioni hanno ucciso milioni di persone, per prime” nei suoi occhi Kasey vide brillare una breve scintilla, spenta da lunghi anni passati in prigione e che ora, per la prima volta, riaffiorava “i vecchi troppo deboli per lavorare, gli operai schiacciati dai macchinari, i bambini morti di freddo per strada, i neonati rimasti soli… i Guardiani esistono per ognuno di questi morti, per questo sangue che per troppo tempo ha bagnato le strade di Luna City”.

    Fece una pausa, poi proseguì: “Non chiediamo alle corporazioni di pagare per questo sangue, chiediamo di fermare il massacro di cui voi ci state incolpando: cinque anni fa feci la stessa richiesta, e per risposta venni falsamente accusato e rinchiuso in prigione. L’Inquisizione e la Bauhaus hanno deciso di non ripetere gli errori del passato e per la Luce del Cardinale prego che stavolta anche le altre Corporazioni accettino i nostri termini” tacque e sembrava incerto su come proseguire, quando Francis che aveva ascoltato in silenzio, si intromise nella conversazione: “Siete liberi di disapprovare quello che facciamo, in sostanza sarà il Cartello a decidere se negoziare o meno: vi chiedo però di riflettere. Ho guidato i Guardiani per quasi quattro anni e posso affermare che nessuno di noi ha mai commesso un massacro di vittime innocenti. Potete onestamente dire lo stesso delle Corporazioni?” concluse prima di allontanarsi e dare ordini agli altri.

    Una volta che furono al sicuro fuori dal Distretto sia Kasey che Stanford si collegarono al cyberspazio usando la connessione del furgone, dopotutto non erano lontani dalla sede della Cybertronic: i due si ritrovarono entrambi in una sala spoglia e buia. Davanti a loro c’era una tavola con una tovaglia bianca che formava una grande C intorno a loro. In principio erano soli, poi alla loro destra comparve un individuo seduto a tavola che li guardava, il volto completamente in ombra e sotto a lui una targa indicava un numero: 23. Rapidamente comparvero una serie di altri individui seduti, ognuno accompagnato da una targa con un numero. Kasey riconobbe il posto, c’era stata una sola volta, molti anni fa, quando era stata reclutata nella Corporazione: era il Consiglio di Amministrazione della Cybertronic, che esisteva nel cyberspazio e quegli individui in ombra erano i vari azionisti. L’ultimo a comparire fu l’azionista numero 1, e poco dopo l’azionista 12 prese la parola: “Kasey Bates e Michael Stanford, modelli TIFF per la Cybersecurity, hanno accompagnato un Mistico nel Distretto 43 e assistito a una rivolta” disse presentandoli con voce profonda e autorevole a tutto l’auditorio “Cosa vogliono questi Guardiani e come, secondo voi, dovremmo comportarci?” chiese la voce, rivolgendosi direttamente a loro due.

    Megan Reed
    Alle sue parole Yulenkov le rivolse un sorriso e fece un cenno di saluto col capo. Selim e Megan restarono in disparte mentre la folla invadeva l’ospedale. Selim la guidò restando ai margini della piazza e la accompagnò nell’albergo dove si erano incontrati qualche ora prima e avevano cominciato insieme l’indagine. La fece entrare nell’ascensore e la portò fino sul tetto dell’edificio, che non era altissimo ma abbastanza da avere una vista d’insieme della piazza, e, più lontano, dei grattacieli del centro città. La gente stava continuando ad arrivare dal lato dove si trovavano loro, mentre da alcune delle strade più grandi già cominciavano a muoversi verso il centro della città e verso gli altri distretti, alcuni armati, alcuni semplicemente con delle torce. Al centro era ancora visibile Pryce, circondato da un’aura luminosa. Non lontano da loro c’erano un paio di cecchini appostati, probabilmente mercenari ingaggiati da Francis che stavano sorvegliando la piazza.

    Selim si tolse l’elmo e si sedette sul tetto, invitandola a fare altrettanto: “Se non altro saranno molto contenti al giornale” disse con un sorriso amaro “hai praticamente l’esclusiva su quanto sta accadendo!”. Poi si fece più serio alle parole di lei: “Mah, guarda, è un po’ che sono qui e non ho visto altro che miseria e povertà. La mia impressione è che si ribellino perché non hanno niente da perdere… e per spezzare una pallottola a loro favore, tutti quelli con cui abbiamo parlato sembravano pensarla come te, nessuno di loro aveva dubbi sul fatto che l’Oscura Legione fosse il nemico… tuttavia ho visto molto rancore verso le Corporazioni, quando quella Cybertronic ha parlato ho creduto che si mettessero a sparare…” concluse mentre osservava la folla sotto di loro.

    Abel Brandt
    Pryce gli strinse la mano con un sorriso e quando lo toccò Abel sentì una sensazione di rinnovato vigore, per quanto fosse stanco ora era in grado di pensare con maggiore chiarezza. Pryce salutò Lada allo stesso modo, e i due si congedarono allontanandosi rapidamente. Lada, che fino a quel momento era rimasta pensierosa, si riscosse alle parole di Abel: “Guarda, al tuo posto credo che avrei fatto la stessa cosa: è vero che è in apparente contraddizione con il nostro essere Corporativi, ma se avessimo dovuto fermarli credo che Martha Hindenlang ce lo avrebbe detto senza mezzi termini. Invece ordini precisi non ne avevamo, quindi tecnicamente non abbiamo disubbidito…” disse con una certa esitazione, è chiaro che stava speculando. Tuttavia Abel rifletté che per quanto sembrasse molto ottimista non era un pensiero completamente infondato: non dare ordini era una tecnica che l’esercito Bauhaus aveva perfezionato ed evoluto in una forma d’arte, dato che dare un ordine di ritirata poteva essere visto come un disonore. E ciò nonostante non poteva esserne sicuro. Ritornarono alla vecchia casa di cura, si rimisero le loro uniformi e da lì presero la macchina di Lada che li portò rapidamente sotto le Torri Gemelle della Bauhaus.

    Salirono l’ascensore non senza una certa trepidazione e raggiunsero l’ufficio di Martha Hindenlang, Direttore dell’Ufficio degli Standard del Ministero dell’Industria. L’ufficio era molto ampio, con due sale laterali e un salotto separato, e con una magnifica vista del centro città, con i vari palazzi e dietro il grande lago che chiudeva la città a Ovest. In quel momento una pallida Terra, visibile da dietro una coltre di nuvole, illuminava da dietro i grandi palazzi corporativi e l’immensa guglia della Grande Cattedrale, creando, insieme al proprio riflesso sulla superfice del lago, un’atmosfera quasi onirica. Martha Hindenlang li stava aspettando nel salotto, anche lei in divisa, e li invitò ad accomodarsi con un cenno della mano. Abel, per quanto un po’ preoccupato, notò che sul tavolo c’era un dispersore attivo: erano apparecchi che oscuravano microfoni, telecamere e altri dispositivi di registrazione. “Herr Brandt, cos’è successo al Gran Bazaar? La rivolta è in corso, da quanto mi è stato detto… Che ne è stato di Jonathan Pryce?” chiese in tono tranquillo, senza distogliere gli occhi dalla vista sulla città.

    Maximilian Richthausen
    “Direi che domani riesco, se la città non esplode…” disse con un sorriso ironico. Ascoltò le sue parole con attenzione, e alla sua richiesta si fece pensosa: “Dunque, non è facile spiegare, ma questo distretto ha, da sempre, o per lo meno da molti anni ospitato i reietti, quelli che venivano rifiutati dalle corporazioni, e per i motivi più strani…” tacque, cercando di trovare le parole più adatte. Scosse la testa frustrata, poi proseguì: “Forse è meglio se ti faccio un esempio. Prendi Miguel Leichner, un assiduo frequentatore della mia cappella e devoto fedele della Fratellanza: era un cittadino Bauhaus, una persona rispettata, con una casa, una macchina. Sono sempre rimasta colpita dalla dedizione al suo lavoro. Eppure un giorno un nobile gli ruba il lavoro e la casa, lo sbatte fuori dalla corporazione, la moglie e i due figli muoiono di freddo nelle prime settimane e lui sopravvive solo grazie alla solidarietà della gente del distretto. E così, quando sente che chi ha organizzato il distretto anni fa sono stati i Guardiani, e lo hanno fatto per un giorno colpire le Corporazioni, Miguel ovviamente li aiuta, anzi partecipa. E Miguel è solo uno di migliaia, anzi no, dei sette milioni di persone che la società ha rifiutato e che sono finiti qui. Per quelli come Miguel, i Guardiani sono la speranza di un futuro migliore, e le Corporazioni un simbolo di tutto ciò che è sbagliato a Luna City. Vero, ci sono alcune teste calde che vorrebbero far guerra alle Corporazioni e che vedrebbero volentieri un bagno di sangue, ma non mi pare che questo sia il desiderio dei capi. Conoscevo quel manifesto già da prima, e vista la rabbia che aleggia nel quartiere non posso che vederlo come una buona cosa: non mi sembra che vogliano vendetta, mi sembra che vogliano giustizia. E la Quarta Cronaca dice che ‘all’interno della Luce non si trovano iniquità, ma solo Verità e Giustizia’. Quindi, come ho detto prima, non posso che appoggiarli, del resto è quello che ha fatto anche Leumann” tacque mentre scendevano dal furgone dell’Inquisizione e si incamminavano per le strade del centro città diretti all’abitazione di Wellesley. “E questo senza contare che ho un debito personale nei confronti di Jonathan Pryce: ascoltavo spesso i suoi sermoni quando combattevo sul fronte, e spesso erano l’unica cosa che mi dava conforto…” aggiunse mentre il suo sguardo si perdeva nei ricordi.

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