N7 Terra

Questo argomento contiene 441 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Rilwen 1 mese, 1 settimana fa.

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  • #5810
     snow 
    Partecipante

    “Oh cavolo, non vorrei essere nei tuoi panni…
    No, scusa sono proprio uno scemo.
    Forse nessun essere vivente dovrebbe essere artefice della morte di così tante persone. Cosa distinguerebbe le tue azioni dal piano che voleva mettere in atto Everton. Ci siamo battuti per impedirgli di compiere altre stragi, abbiamo condannato le sue azioni e ora ti ritrovi a dover agire come lui.
    Dici che potrebbe esserci una possibilità, ecco forse per molti attaccarsi a questa speranza potrebbe essere già abbastanza.
    L’importanza della vita e della libertà sono valori fondamentali nella cultura della mia famiglia. Sono state combattute guerre per proteggere la libertà, i miei antenati hanno combattuto guerre per ribellarsi contro persone che ritenevano di poter opprimere il prossimo semplicemente perché ritenevano di essere migliori”.

    Peter fece una pausa, non sarebbe stato certamente il loro caso quello di mettere in atto un genocidio di li a poco, però il pensiero che sarebbero morte ancora altre persone non riusciva a sopportarlo.

    “Senti, io posso provarci però sono sicuro che non saremo ne io ne i miei antenati a dirti cosa dovrai fare e non credo che altri riusciranno a persuaderti su cosa tu debba o non debba fare, quindi la questione è una sola… Demolisher cosa deciderà di fare?
    …però ci tengo a farti sapere che qualunque cosa tu alla fine deciderai di fare io sarò lì con te. Non ti lascerò affrontare questa cosa da sola. Ho voglia di passare molto del mio tempo futuro insieme a te”.

    Detto questo avvolse Valentina in un abbraccio e si lasciò andare sperando che le sue parole non l’avessero turbata ancora di più e che nel breve futuro sarebbe riuscito ad esserle veramente d’aiuto.

    #5811
     Rilwen 
    Partecipante

    Aveva fatto sesso nella sua vita l’aveva fatto più e più volte, aveva fatto del sesso il suo mestiere, la sua missione, la sua stessa vita. Aveva fatto sesso con uomini di ogni età, di ogni condizione sociale, di ogni aspetto fisico .
    Ma non aveva mai fatto l’amore. Non aveva mai baciato come stava baciando lui. Non aveva mai preso tra le sue braccia qualcuno desiderando per una volta di essere felice, e non di essere ricca e famosa. Eppure era arrivato questo uomo da lontano, da un futuro che nemmeno potevo associare, era arrivato con la forza del tuono, con l’impeto del fulmine, con la presenza degli antichi dei. Il suo Achille. Achille le aveva strappato la maschera, l’aveva spogliata della sua corazza di velluto e di ceramica, Achille la stava desiderando. Ed era giusto così. Pentesilea non avrebbe ceduto, non avrebbe Temuto la morte. Avrebbe abbracciato Achille dagli occhi Che parlavano un’altra lingua e che raccontavano gli altri mondi e di altri spazi e di altri tempi. Pentesilea era viva nelle braccia di Achille. Pentesilea aveva avuto la vittoria che da sempre cercata, aveva avuto la vita. Nel futuro, quel futuro Che ormai sembrava passato, che ormai era presente, Pentesilea era viva e rideva tra le braccia di Achille, del suo Achille, mentre gli sfiorava il corpo con baci rovente, e non c’era nulla della cortigiana in quel momento: non c’era la libidine, non c’era la falsità, non c’è sesso . C’era amore, c’era verità, c’era speranza. Pentesilea osava sperare, mentre abbandonava le sue braccia e rideva tra le braccia di Marcos, rideva di felicità. Perché era vero, perché era libera, perché era quella che doveva essere da sempre.
    “Portami nel tuo regno. Fammi vedere il cielo.”

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