N7 Terra

Questo argomento contiene 444 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Meeme 5 mesi fa.

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  • #5810
     snow 
    Partecipante

    “Oh cavolo, non vorrei essere nei tuoi panni…
    No, scusa sono proprio uno scemo.
    Forse nessun essere vivente dovrebbe essere artefice della morte di così tante persone. Cosa distinguerebbe le tue azioni dal piano che voleva mettere in atto Everton. Ci siamo battuti per impedirgli di compiere altre stragi, abbiamo condannato le sue azioni e ora ti ritrovi a dover agire come lui.
    Dici che potrebbe esserci una possibilità, ecco forse per molti attaccarsi a questa speranza potrebbe essere già abbastanza.
    L’importanza della vita e della libertà sono valori fondamentali nella cultura della mia famiglia. Sono state combattute guerre per proteggere la libertà, i miei antenati hanno combattuto guerre per ribellarsi contro persone che ritenevano di poter opprimere il prossimo semplicemente perché ritenevano di essere migliori”.

    Peter fece una pausa, non sarebbe stato certamente il loro caso quello di mettere in atto un genocidio di li a poco, però il pensiero che sarebbero morte ancora altre persone non riusciva a sopportarlo.

    “Senti, io posso provarci però sono sicuro che non saremo ne io ne i miei antenati a dirti cosa dovrai fare e non credo che altri riusciranno a persuaderti su cosa tu debba o non debba fare, quindi la questione è una sola… Demolisher cosa deciderà di fare?
    …però ci tengo a farti sapere che qualunque cosa tu alla fine deciderai di fare io sarò lì con te. Non ti lascerò affrontare questa cosa da sola. Ho voglia di passare molto del mio tempo futuro insieme a te”.

    Detto questo avvolse Valentina in un abbraccio e si lasciò andare sperando che le sue parole non l’avessero turbata ancora di più e che nel breve futuro sarebbe riuscito ad esserle veramente d’aiuto.

    #5811
     Rilwen 
    Partecipante

    Aveva fatto sesso nella sua vita l’aveva fatto più e più volte, aveva fatto del sesso il suo mestiere, la sua missione, la sua stessa vita. Aveva fatto sesso con uomini di ogni età, di ogni condizione sociale, di ogni aspetto fisico .
    Ma non aveva mai fatto l’amore. Non aveva mai baciato come stava baciando lui. Non aveva mai preso tra le sue braccia qualcuno desiderando per una volta di essere felice, e non di essere ricca e famosa. Eppure era arrivato questo uomo da lontano, da un futuro che nemmeno potevo associare, era arrivato con la forza del tuono, con l’impeto del fulmine, con la presenza degli antichi dei. Il suo Achille. Achille le aveva strappato la maschera, l’aveva spogliata della sua corazza di velluto e di ceramica, Achille la stava desiderando. Ed era giusto così. Pentesilea non avrebbe ceduto, non avrebbe Temuto la morte. Avrebbe abbracciato Achille dagli occhi Che parlavano un’altra lingua e che raccontavano gli altri mondi e di altri spazi e di altri tempi. Pentesilea era viva nelle braccia di Achille. Pentesilea aveva avuto la vittoria che da sempre cercata, aveva avuto la vita. Nel futuro, quel futuro Che ormai sembrava passato, che ormai era presente, Pentesilea era viva e rideva tra le braccia di Achille, del suo Achille, mentre gli sfiorava il corpo con baci rovente, e non c’era nulla della cortigiana in quel momento: non c’era la libidine, non c’era la falsità, non c’è sesso . C’era amore, c’era verità, c’era speranza. Pentesilea osava sperare, mentre abbandonava le sue braccia e rideva tra le braccia di Marcos, rideva di felicità. Perché era vero, perché era libera, perché era quella che doveva essere da sempre.
    “Portami nel tuo regno. Fammi vedere il cielo.”

    #6060
     Meeme 
    Partecipante

    COLIN DIXON
    Fury aveva sorriso alle parole di Colin, era una ragazza allegra, ma a volte un velo di tristezza le attraversava lo sguardo ed il giornalista sapeva che il motivo era la sua dolcezza e la sua gentilezza. Non potevano salvare tutti, ma Saoirse avrebbe tentato con tutta se stessa…
    Ed a Colin piaceva questo di lei come tutte le sue stranezze.
    Si addormentarono insieme, nel silenzio della notte si strinsero con il cuore in gola perché il domani avrebbe portato dolore, gioia o forse il nulla…
    “Non possiamo salvare tutti… Vorrei poter essere in grado di salvare tutti…” Mormorò Fury nel sonno stringendosi a lui e lasciando le lacrime ad un altro giorno.

    CORALIE BLANCHARD
    Destroyer sorrise ed il suo sorriso era più dolce. “Non sono bravo a dimostrare affetto perché non ho ricevuto, ma con te mi sento libero e questa libertà mi spaventa.” ammisse chiudendo gli occhi.
    “Se potessi conserverei il ricordo che ho di te in un angolino del mio cervello per ricordare il tuo sorriso, la tua voce e le tue lacrime.” Strinse i pugni con forza e la strinse in modo goffo ed impacciato. La tenne stretta in quel abbraccio finché non si addormentarono entrambi cercando di allontanare il pensiero del domani e di quello che avrebbe significato.

    PENTESILEA MAREGA
    Pentesilea aveva amato molto uomini, ma nessuno di loro era un Principe come Marcos Vela. Lui la strinse a sé con ardore, la sollevò al cielo provocandole brividi che non aveva mai provato prima. Era elettricità, energia oscura e passione. La amò come nessuno l’aveva mai amata, la desiderò come nessuno mai l’aveva desiderata e la rispettò come nessuno mai l’aveva rispettata. Tra le sue braccia, Pentesilea scoprì la tenerezza e la complicità. Ridere e sospirare insieme, dormire abbracciati ascoltando i battiti dei loro cuori.

    Il mattino non avrebbe cambiato quella notte di amore e speranza, Pentesilea non aveva paura e non avrebbe avuto paura del futuro perché al suo fianco c’era un uomo che la rispettava ed amava.

    PETER HUDSON
    “Hai ragione, nessuno dovrebbe decidere il destino di una intera comunità, non in questo modo, non così drasticamente.” Ammise Valentina con qualche rimorso.
    “Farò del mio meglio, come sempre, e sarò più forte con te al mio fianco. Tu riesci a rendermi felice, forse è il tuo ragionare da primitivo che mi tranquillizza.” Lo prese in giro lei prima di baciarlo. “Ma domani prenderò una decisione e so che farò di tutto per prendere quella più giusta.” Si lasciò abbracciare da lui rilassandosi tra le sue braccia ed assaporando quei momenti di felicità.

    Il domani sarebbe stato luminoso o oscuro al tempo stesso, ma Valentina non aveva paura e lui era convinto che la donna avrebbe scelto anche grazie alla conversazione che aveva avuto con lui. Il domani non doveva fare paura…

    WILLIAM HUDSON
    “Sì, quello che ho visto di te mi piace… Sei un uomo buono e lo spazio ha bisogno di uomini buoni come te…” sussurrò Liu dolcemente.
    “Io spero che il mondo ci perdoni qualsiasi scelta faremo perché so cosa vuol dire sbagliare e non poter dimenticare il tuo errore.” doveva parlare di Everton e della storia che aveva avuto con lui. “Sono stanca di fare la scelta sbagliata.” ammise stringendosi a lui e respirando più lentamente.

    “Ma sono anche convinta che tu non sei una scelta sbagliata, forse sei l’unica scelta giusta dopo i mesi di internamento a cui sono stata sottoposta.” Doveva essere una specie di criminale per la sua Colonia, ma era anche una guerriera ed una donna forte ed insicura al tempo stesso. “Un futuro splendete… questo è tutto quello che mi auguro.” si addormentò tra le braccia di William ed anche lui, stanco e provato da quella giornata, chiuse gli occhi riposando fino al mattino e sperando che quel domani non sarebbe stato l’ultimo del mondo che conosceva.

    #6314
     Meeme 
    Partecipante

    EPILOGO: LA TERRA 
    “O vasto globo, che per lo spazio salpi,  
    tutto coperto di visibile forza e di bellezza,  
    che la luce del giorno con la feconda tenebra spirituale alterni,  
    indicibili, alte processioni di sole, luna, stelle incalcolabili lassù,  
    sotto, la multiforme erba, le acque, gli animali, gli alberi, le montagne,  
    a scopi imperscrutabili, qualche celata intenzione profetica,  
    per la prima volta mi pare che il mio pensiero cominci ad abbracciarti.”
     
    – Walt Whitman –
     

    Parigi 1905
    L’Event Horizon aveva ultimato le riparazioni, 1862 aveva integrato l’Arca di Everton in modo da rendere l’astronave consona per il viaggio attraverso il Ponte di Einstein-Rosen. Il piccolo droide fischiettava allegro quella musichetta che il gruppo aveva ormai imparato ad apprezzare mentre lasciava pezzi di astronave sulla Terra in modo che potessero essere utilizzati dai terrestri come aiuto per i futuri viaggi spaziali. Valentina riunì la squadra e tutti sapevano che la decisione era stata presa perché la donna osservava Destroyer pronta a rivelare la sentenza. “Sei uno di noi, Destroyer… Non permetterò che ti resettino la memoria.” Il grosso uomo sembrava sorpreso. “Non riuscirò a portare a termine la missione in questo modo…” Digrignò i denti e guardò Coralie, non poteva azionare la bomba, non coi ricordi di lei a tormentarlo, a renderlo umano. 
    “Rischieremo, c’è una probabilità che gli Eventi seguano il giusto corso senza bisogno di un genocidio. Mi affiderò a questa percentuale e se sbaglierò pagherò le conseguenze.” Significava la prigione a vita, ma Demolisher era determinata. Guardò Peter e sorrise perché lui l’aveva aiutata a prendere la decisione giusta. 
     
    L’astronave integrata con l’Arca del terrorista era in grado di trasportare anche i terrestri, salirono a bordo senza rimpianti anche se questo significava abbandonare per sempre la vita che conoscevano. Lo spazio era immenso, una massa infinita di stelle, l’avvicinarsi al ponte di Einstein-Rosen uno spettacolo che non avrebbero mai dimenticato. Come Demolisher aveva annunciato, si sentirono male durante l’attraversamento del ponte, fu un’esperienza terribile e magnifica al tempo stesso. L’ibernazione fece il resto e presto cedettero tutti ad un sonno simile alla morte, mentre il varco che avevano utilizzato per viaggiare collassava su se stesso venendo distrutto da un dispositivo attivano dall’Event Horizon per evitare che altri tornassero indietro come loro. 
     
    La Terra, quella magnifica palla azzurra, venne annientata nell’anno 2005, seguendo il corso della storia, da guerre nucleari interne provocate da un uomo chiamato Olon il Liberatore. Scienziati pacifisti salvarono dal genocidio tutti coloro che riuscirono a trasportare nelle prime astronavi a curvatura, scappando dai conflitti e pronti ad esplorare lo spazio alla ricerca di altri pianeti su cui fondare una nuova civiltà, una civiltà più giusta. 
     
    Le astronavi si allontanarono dal sistema solare e vennero risucchiate da un wormhole che le trascinò in una nuova galassia dove trovarono un sistema perfetto per fondare un nuovo mondo. Nuovi mondi vennero creati, nuove società sorsero e la Prima Imperatrice di Smeraldo catturò Olon il Liberatore, fuggito a sua volta, lo fece a pezzi e divise il corpo tra le sei colonie appena fondate. 
    In settecento anni le Colonie si svilupparono e si differenziarono, ma tutti ricordavano con nostalgia la Terra e le dedicarono simbolicamente il numero 7, N7, la colonia perduta… 
     

    EPILOGO: L’IMPERO 
    “Lo spazio è il nostro progenitore diretto, perché gli atomi e le molecole che ci formano sono arrivati un giorno qui sulla Terra dopo un lungo viaggio spaziale. […].  
    Guardando lontano nello spazio noi guardiamo così anche nel nostro passato.”
     
    – Piero Angela –

    Spazio Ultima Frontiera anno 3***
    I terrestri si risvegliarono dopo poche ore di sonno, ma senza che se ne accorgessero erano passati secoli. La Galassia di Andromeda era magnifica ed il sistema dove si trovavano veniva chiamato Sputnik “Compagno di Viaggio”, in onore del primo satellite ad involarsi nello spazio. 
    Era formato da Sei Pianeti senza nome, erano le Colonie N, ognuna con il proprio numero identificativo. 
     
    Atterrarono nella Colonia N2 e vennero accolti da una parata militare in grande stile, ma mentre tutti erano intenti a festeggiare, Destroyer e Shadow vennero prelevati per essere rinchiusi, Valentina non riuscì ad evitarlo. “Precauzione…” dicevano i Supervisori, ma era abitudine e non semplice sicurezza. I Terrestri si resero conto che il destino della Terra aveva seguito il suo corso ed era esplosa proteggendo il Continuum e modificando in modo impercettibile la linea temporale. Destroyer era un Clone, doveva essere rinchiuso perché pericoloso e perché quelli come lui avevano aiutato Olon il Liberatore a distruggere la Terra, Shadow doveva essere rinchiusa perché aveva avuto rapporti con il Terrorista Everton… 
     
    “Non è cambiato niente…” mormorò triste Liu salutando con un sorriso William e sapendo che non le avrebbero permesso di rivedere l’americano. “Prenditi cura di Sam, è un bambino buono!” gli disse prima di essere portata via. 
    Destroyer, invece, non disse nulla, non rivolse nessuno sguardo a Coralie perché non voleva vederla piangere ancora. 
     
    I Terrestri ed il resto della squadra vennero poi accompagnati con una scorta alla Colonia N5, dove aveva dimora il Palazzo Imperiale. Peter, Coralie, William, Colin e Pentesilena non avevano mai visto niente di più bello. Era costruito seguendo forme geometriche rettangolari, piante secolari avevano decorato naturalmente l’edificio rendendolo futuristico ed antico al tempo stesso. Assomigliava ad una ziggurat, e le balconate erano cariche di fiori esotici ed acqua. Non c’era un vero e proprio parco, la natura sembrava incontaminata e selvaggia, il cielo aveva un colore magnifico ed i tramonti dovevano essere altrettanto straordinari. 
     
    L’Imperatrice di Smeraldo era una donna alta, dallo sguardo fiero, indossava abiti esotici e come suo figlio aveva occhi luminosi. Slayer si inginocchiò e Demolisher fece cenno a tutti di imitarlo. Era felice di rivedere suo figlio, aveva avuto paura di perdere il suo primogenito e quando lui raccontò quello che era accaduto sembrò sorpresa dal coraggio dimostrato dai terrestri e molto colpita. 
    “Avete reso un grande servizio all’Impero e per questo motivo vi nomino Cittadini, vi lascerò del tempo per abituarvi a questo nuovo mondo e poi troverò il modo di impiegare al meglio i vostri straordinari talenti.” Dovevano solo adattarsi a vivere in quel luogo esotico e stravagante, ma se ci fossero riusciti avrebbero guadagnato lo spazio… 

    • Questa risposta è stata modificata 5 mesi fa da  Meeme.
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    #6323
     Meeme 
    Partecipante

    EPILOGO: I TERRESTRI 
    “Miei cari ascoltatori, a stare a sentire certi cervelli limitati (mai aggettivo è stato più adatto), l’umanità sarebbe rinchiusa in un cerchio di Popilio che mai essa riuscirebbe a superare, essendo condannata a vegetare su questo globo senza alcuna speranza di slanciarsi un giorno negli spazi planetari!  
    Sciocchezze!  
    Si andrà sulla Luna e poi sui pianeti e sulle stelle come oggi si va da Liverpool a New York, facilmente, rapidamente, sicuramente, e l’oceano atmosferico sarà tra breve attraversato come gli oceani terrestri.  
    La distanza non è che una parola relativa, e finirà per essere ridotta a zero.”
     
    – Jules Verne –
     
     
    Impero di Smeraldo Anno 3**** 
    I primi mesi furono terribili, c’era così tanto da sapere, troppe cose erano cambiate e la società era tanto diversa da come erano stati abituati. Dovettero imparare da zero come funzionava il mondo, ma erano terrestri e si sarebbero adattati. 
     
    COLIN DIXON 
    Colin Dixon affrontò l’ignoto con entusiasmo e curiosità. Gli archivi della Colonia N3 contenevano tutta la sapienza accumulata fino ad ora e lui assaporò quel sapere con gioia e speranza. Imparò ad usare quella strana tecnologia che permetteva di imprimere ricordi in piccole scatoline e la utilizzò per colmare lacune inserendo il suo punto di vista. Scrivere faceva parte della sua vita e lì bastava svuotare i ricordi per inserire in archivio ogni tipo di conoscenza. Studiava e scriveva, scriveva e studiava tanto da venire notato dai Sapienti che gli proposero di diventare un ricercatore di memoria. 
     
    Fury a volte lo seguiva nelle sue ricerche, a volte si trovava in missione per conto della Colonia N1, ma i due mantennero i rapporti e dopo un paio di mesi, Colin riuscì ad ottenere il permesso per scendere sul pianeta natale di Saoirse con una tuta protettiva ed un respiratore. Non aveva mai visto un panorama così immenso e dai colori così densi. Sembrava un qualche dipinto ad olio particolarmente luminoso. Le Madri lo accolsero con un po’ di timore perché erano pochi i visitatori, ma l’allegria di Fury fece capire loro che era importante per lei quella visita. I Fratelli e le Sorelle cantavano con voci melodiose, seguivano tutti uno stesso ritmo, uno spettacolo meraviglioso ed esotico. La loro era una società semplice, crescevano tutti insieme allevati da donne che insegnavano a gestire i poteri biotici, il lavoro di squadra, il senso di appartenenza ed il coraggio di fare la cosa giusta. Fury era considerata ancora una bambina prima della sua partenza, ma la missione l’aveva resta un’adulta in grado di prendere decisioni da sola. 
    Saoirse decise che avrebbe aiutato Colin nella sua ricerca di archivio, un lavoro inusuale per un’appartenente alla Colonia N1, ma le Madri lasciarono libera la loro figlia perché sapevano che sarebbe sempre tornata a trovarle. 
     
    La Terra viveva solo nei ricordi di Colin e lui impresse su disco tutto ciò che poteva ottenendo immagini della sua memoria che mostrò a Saoirse con gioia. Le sue ricerche avrebbero aiutato le Colonie a riscoprire il pianeta perduto con le sue ombre e la sua luce. 
    I due erano felici insieme anche se non erano ancora in grado di definire i sentimenti reciproci, ma non aveva importanza al momento, erano insieme e quello sì che era davvero importante. 
     
    CORALIE BLANCHARD 
    Coralie implorò Paladin di portarla da Destroyer, non le importava del pericolo, era un’infermiera e sicuramente avrebbe potuto aiutare sistemando ferite ed imparando le tecniche di medicina del loro tempo. John non sapeva resistere ad una ragazza carina e come Tutore autorizzato la portò con sé durante la sua visita alla Colonia N6.  
    La Colonia Penale era un luogo tetro, i Genetisti storsero il naso davanti alla richiesta di Paladin, ma acconsentirono perché Coralie aveva aiutato Slayer ad eliminare Everton e per questo meritava rispetto.  
     
    L’infermiera attraversò con Paladin i corridoi della Colonia Penale, c’erano così tanti Cloni lì e tutti avevano lo stesso volto. Coralie si chiese se fosse stata in grado di riconoscere Destroyer e con orrore si accorse come questo fosse impossibile. Erano tutti Destroyer e la guardavano senza capire con i loro occhi uguali a quelli di lui. Sembrava un incubo e lei la protagonista, stava perdendo le speranze ed avvertiva le lacrime bagnarle le guance quando riconobbe una voce che le intimava di piantarla con quel pianto. C-90 88 34 si era alzato, la cella non gli permetteva di avvicinarsi a lei, ma era lui, era il suo Valjean… 
     
    Non potevano avvicinarsi, ma lui le sorrideva e lei smise di piangere. Andava da lui ogni volta che poteva, quando non era impegnata a studiare ed il Clone non si trovava in missione. I seguaci di Everton non erano stati sconfitti e l’uso dei Cloni era la prassi durante le battaglie. Coralie fece di tutto per andare in battaglia come infermiera di guerra. Paladin acconsentì con la promessa che sarebbe restata nelle retrovie. John si era reso disponibile alla sua protezione e l’infermiera si occupò dei feriti al meglio delle sue possibilità. Gli studi che aveva fatto sulle nuove tecniche di medicina le furono d’aiuto e soprattutto poteva stare vicino a Destroyer;  nei momenti di pace, tra un viaggio verso la prossima battaglia, lei gli leggeva dei olo-libri e lui ascoltava. 
     
    E quando i seguaci di Everton tentarono nuovamente di portare i Cloni dalla loro parte questi ultimi si rifiutarono. Destroyer era diventato la loro guida e scelsero di combattere per l’Impero di Smeraldo. L’Imperatrice li ricompensò per questo e per la prima volta dopo secoli ai Cloni fu concessa una vita normale e non accelerata. Valjean, come ormai si faceva chiamare Destroyer, fu il primo a riceve quella onorificenza ed insieme a Coralie aiutò i suoi fratelli a trasformarsi da oggetti in persone. Coralie restò sempre al fianco di Destroyer e lui la amò con quel modo impacciato che lei aveva trovato dolcissimo. Lui era il suo Valjean, grande, grosso e con un cuore buono e lei non era mai stata così felice. 
     
    PENTESILEA MAREGA 
    Pentesilea venne accolta nella Colonia N5 come concubina Imperiale del Principe, l’Imperatrice era sorpresa perché raramente suo figlio aveva mostrato interesse verso una relazione duratura, ma più dell’Imperatrice era la sorella di Marcos ad essere incuriosita da lei. Lai Vela era una ragazza allegra, divertente ed intelligente, Slayer aveva ragione su di lei, sarebbe stata una splendida Imperatrice molto amata dal popolo. 
    Anche se non c’era alcuna somiglianza, Lai ricordava a Pentesilea sua sorella, la stessa freschezza ed innocenza giovanile, la stessa esuberanza e gioia di vivere. 
     
    Le due passavano molto tempo insieme, quando Pentesilea non era impegnata ad addestrarsi nel combattimento, e la quella compagnia la faceva diventare nostalgica pensando alla sorella che aveva lasciato sulla Terra. Slayer la portò così negli Archivi, dove i Sapienti tenevano traccia di ogni notizia degna di nota e non solo. Era un modo per ringraziare la sua amante di averlo seguito tra le stelle. Pentesilea trovò dei riferimenti a sua sorella, scoprì che aveva avuto una vita lunga e felice e che i suoi pronipoti erano stati degli scienziati imbarcati sulla prima astronave diretta nello spazio.  
     
    Quella notizia la aiutò ad affrontare il nuovo mondo con più serenità, Marcos era sempre galante con lei, tranne quando doveva addestrarla in quel caso si mostrava un maestro molto severo, e la amava di un amore infinito. 
    Nessuno si stupì quando le chiese di diventare la sua Principessa, Lai era così felice che sembrava avesse ricevuto lei la proposta ed anche l’Imperatrice sorrise perché non aveva mai visto suo figlio così felice come con Pentesilea. 
     
    Lei era la guerriera mascherata, scese in battaglia al fianco del suo Principe quando i terroristi tentarono una sortita contro delle navi commerciali, fianco a fianco nella mischia nonostante lei non possedesse alcun talento biotico ed il popolo cantava le sue lodi. Pentesilea la Guerriera, Pentesilea la Principessa Indomita. Achille aveva scelto di non ucciderla, aveva scelto di amarla, di venerarla, di rispettarla e lei in cambio gli avrebbe consegnato il mondo. 
     
    PETER e WILLIAM HUDSON 
    Peter e William si integrarono bene in quel nuovo modo di vivere, erano americani abituati ad essere considerati dei villani dai signorotti di nazioni più civilizzate e questo aveva reso la loro pazienza leggendaria. 
    Demolisher e Paladin, sempre accompagnati dal fedele drone 1812, li aiutarono ad inserirsi in un programma di allenamento per reclute. 
     
    I due americani erano stati malmenati talmente tanto da trovare quegli esercizi quasi divertenti e poi c’erano le armi, armi magnifiche, adatte ad ogni stile di combattimento. I seguaci di Everton non si sarebbero mai arresi, ed il programma di allenamento sulla Colonia N2 serviva a prepararsi a questo. La morte di Gabriel Everton aveva provocato una frattura tra i suoi seguaci, una parte comprese quanto fosse folle massacrarsi ed accettarono la tregua offerta loro dall’Imperatrice di Smeraldo. I più estremisti tentarono attacchi violenti contro navi commerciali ed i due fratelli si ritrovarono come al solito in mezzo alla battaglia in compagnia di Cloni come Destroyer, impiegati come prima linea durante gli scontri, erano uomini silenziosi e tetri; fortunatamente con loro c’era anche Demolisher. Valentina aveva all’attivo il più basso numero di vittime durante le missioni, Peter era orgoglioso di lei e di come si era comportata con Destroyer. 
     
    I terroristi tentarono ancora una volta di portare i Cloni dalla loro parte con la promessa di liberarli, ma qualcosa era cambiato in loro, avevano qualcuno a guidarli e quel qualcuno era Destroyer.  
    C-90 88 34 guidava i suoi fratelli, non avrebbero avuto la libertà, ma non sarebbero stati schiavi di Everton e del suo folle disegno, non più. Il Clone aveva una sua coscienza, dei suoi pensieri ed anche qualcuno di caro da cui voleva tornare. Aveva insegnato ai suoi fratelli che potevano essere persone e non oggetti e questo cambiò la guerra. 
    I Cloni scelsero di combattere per l’Imperatrice di Smeraldo e l’Impero vinse una delle più importanti battaglie del sistema. C’erano ancora sacche di resistenza, ma Everton era stato sconfitto una seconda volta e quello era il momento di festeggiare. 
     
    Peter e Valentina si scambiarono delle promesse, la cosa più simile ad un matrimonio che l’americano riuscisse a trovare, due anni dopo la fine del conflitto. Era strano avere due nuore, ma Peter affrontò il tutto con allegria ed aiutato da suo fratello William. 
    William si prese cura di Samuel, o Sam, il figlio di Shadow e di Everton, il bambino era molto più adulto di quanto immaginasse per la sua tenera età, ma l’americano fece subito breccia grazie al suo buon umore ed all’affetto che provava per Liu. I Maestri di Spada la tenevano ancora in prigionia, come sicurezza, ma l’Imperatrice di Smeraldo la fece liberare dopo molti mesi di reclusione come riconoscenza. Liu fu felice di tornare da Sam ed anche da William. 
    I due fratelli avevano trovato una famiglia tra le stelle ed anche se avrebbero dovuto combattere ancora, non si sarebbero mai arresi affrontando la vita con umorismo, pessime battute ed alcool.

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