Storia di altri Romei e di altre Giuliette…

Questo argomento contiene 450 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Meeme 2 mesi, 4 settimane fa.

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  • #7311
     Meeme 
    Partecipante

    GANT, NIRAI e TINUVIEL
    Rosaline arricciò il naso in modo sdegnoso, considerava la loro opinione nulla ed anche la loro nobiltà non aveva valore per lei.
    “E noi vogliamo davvero ascoltare un’elfa che non ha rispetto per le nostre tradizioni, ma anzi si accoppia indistintamente con qualsiasi cosa? Oppure lord Sirion… fratello di un traditore che aveva sposato in segreto un’umana generando un orrore ibrido? Come possiamo mantenere pura la nostra razza se permettiamo loro di averla vinta. Torvael è un gioiello, ha resistito alle influenze esterne, non c’è guerra, la nostra vita è splendente. Possiamo davvero rovinare le nostre esistenze permettendo ad esseri inferiori e violenti di ottenere più diritti?” Rosaline guardò prima Tinuviel e poi lord Sirion con disprezzo.

    Il mago elfo raccontò quello che era successo, ma fu onesto e disse anche che un non-elfo lo aveva aiutato, impedendo la tragedia. Rosaline lo zittì ritenendo l’ultima parte frutto dello stress e distorcendo le parole a suo favore. Juliet sospirò e decise di intervenire a sua volta.
    “So che molti di voi credevano fossi malata di mente, ma la mia condizione era una maschera per evitare le responsabilità del mio rango. Ora ne pago le conseguenze dovendo ascoltare le parole scellerate di mia cugina. Tutti conoscono la mia storia, tutti sanno che ho amato un umano e l’ho perduto, ma oggi non parlo da donna distrutta dal dolore, ma da vostra pari.” Prese un respiro, guardò Gant e raccontò che era stato lui ad aiutare il mago nella Ghiacciaia. “Vero, una non-elfa voleva far saltare in aria un intero quartiere, ma è anche vero che un nano l’ha fermata salvando innumerevoli vite. La verità è che siamo dei ladri di magia, risucchiamo il potere arcano dai non elfi ed alimentiamo la nostra illusione di superiorità.”

    Il Consiglio sbiancò a quella dichiarazione, e molti elfi presenti rimasero sconvolti, solo pochi nobili ristretti ed il Consiglio stesso conosceva il segreto della Ghiacciaia, rivelarlo davanti a tutti causò sorpresa ed anche orrore. “Queste sono le menzogne di una matta. Dove sono le prove che dimostrano che succhiamo la magia alle persone?” Rosaline era sbiancata a sua volta, ma cercava di mantenere il controllo certa che non fosse dimostrabile quello che raccontavano. Fu a quel punto che Muad’Dib si fece avanti con Montague, entrambi sotto l’illusione che li rendeva degli elfi, ma quando il mezzo demone annullò la sua di illusione tutti rimasero troppo sconvolti anche solo per reagire.

    Il mezzo demone fece un passo in avanti per farsi riconoscere dal Consiglio e poi parlò. “Viviamo al vostro fianco, lavoriamo per voi, siamo disposti a morire per voi. La nostra colpa è quella di non essere elfi. Se avessi parlato con le spoglie di un elfo, mi avreste ritenuto degno, ma io sono Muad’Dib e parlerò con la mia pelle. Morirò qui, ma ascolterete la mia voce, perché è quella di tutti noi.” Le guardie non aspettavano altro che un cenno del Consiglio, pronte ad uccidere il capo della ribellione, ordine che però non arrivò.
    “Siamo pronti a versare il vostro sangue, siamo pronti ad uccidere i Padroni e morire fallendo. Perché sì, siamo pronti a morire ed alla disfatta. Non abbiamo possibilità di vincere una guerra. Siamo pochi e male equipaggiati, vinceremo qualche battaglia, ma alla fine ristabilirete l’ordine.” Era sincero ed il Consiglio sembrò colpito da queste parole. “Ma verrà versato sangue, nostro e vostro… Le strade si riempiranno di cadaveri, nostri e vostri… Pensate alle conseguenze delle vostre scelte di oggi. Siete disposti a sacrificare il vostro popolo per sterminarci? Noi siamo pronti a morire, non abbiamo nulla da perdere se non una vita che non è vita. La libertà che cerchiamo sarà nella morte… Ma voi… voi avete tutto da perdere…”

    Il Consiglio rimase in silenzio, persine Rosaline non riuscì a ribattere rapida come avrebbe fatto solitamente, era la loro occasione per prendersi un vantaggio nei confronti della loro rivale.

    #7313
     Harlan Malkavian 
    Partecipante

    Tinuviel continuava a non credere alle parole di Rosaline e di come gli altri padroni bevessero quelle idiozie come nettare ed ambrosia *ora esagera* l’ultimo commento su di lei la fece davvero indispettire ma riuscì a mantenere la calma, si era addestrata per anni a farlo avendo a che fare con ricchi arroganti e nobili spocchiosi, non saranno certo le ingiurie di questa creatura distorta a farla crollare.

    Da quando le nostre tradizioni riguardano essere dei mostri? Ed io non mi accoppio indistintamente con qualsiasi cosa! Posso non avere restrizioni di genere e la razza non è importante, entro certi limiti, ma seduco solamente chi è almeno almeno piacevole da ascoltare e da vedere” riuscì perfino ad evitare gesti o sbuffi di indignazione, la sua maschera si stava ricomponendo, finalmente.

    Torvael è un gioiello, ma non ha ancora la purezza che dovrebbe avere. Resteremo superiori anche se serviti da persone con qualche diritto” ma gli occhi erano molto più difficili da controllare e il disprezzo di Rosaline probabilmente era riflesso egualmente nello sguardo di Emlin.

    L’apparizione, o disillusione?, di Muad’Dib e Montague, la fecero quasi trasalire, anche se ora sapeva quanto Altarael meritasse la morte aveva ancora negli orecchi le grida di dolore della donna che ama, non importa quanto tentasse di separare la maschera dalla realtà, non era certo passato abbastanza tempo da poter essere guarita dal quel trauma, era già tanto non essersi svegliata a causa degli incubi che gli ultimi due giorni di certo le causeranno, ma probabilmente la sorprenderanno nel momento più inatteso.

    Vedete, questo è quello che abbiamo creato. Ma non deve finire nel sangue e nela rovina. Trattare chi lavora, vive e muore per noi come persone non rovinerebbe la nostra vita“.

    #7314
     Elan 
    Partecipante

    Nirai rimase ad ascoltare.
    Ascoltava Rosaline e ascoltava Tinuviel, ascoltava Sirion e ascoltava Juliet.
    Ognuno esprimeva il suo punto di vista, e non si arrivava a niente. Certo, il Consiglio sembrava turbato da tutto ciò che veniva detto, ma non abbastanza. Avevano bisogno di qualcosa di concreto, avevano bisogno di prove, avevano bisogno di qualcosa che li smuovesse del tutto da quella situazione.

    La felinide provò un brivido di paura quando Muad’dib decise di rivelarsi con la sua vera forma. Era una mossa azzardata, ma non la stupiva poi più di tanto. Lui voleva arrivare a quello, sacrificarsi perché la sua gente potesse avere qualcosa di più.
    Ma non sarebbe stata nemmeno quella la soluzione, temeva…

    Si guardò attorno. Serviva qualcosa di concreto, e serviva in fretta…
    Poi notò Montague, vicino a Muad’dib, silenzioso e perso.
    “Voi volete delle prove.” disse, facendosi avanti all’improvviso e guardando il Concilio. “Volete delle prove di ciò che avviene nella Ghiacciaia, volete delle prove di ciò che subiscono i Non Elfi. Volete delle prove di ciò che comporta la vostra splendida città.”
    Indicò Montague, anche la sua illusione doveva cadere perché le carte venissero svelate del tutto.
    “Ecco le vostre prove. Montague era un mago, tra i non elfi, un curatore. Ma poi le sue arti sono state scoperte, insieme al suo più grande crimine, essere innamorato di un’elfa.”
    Sentiva il cuore batterle a mille per la tensione, ma la sua voce non stava minimamente tentennando. Non poteva permetterselo in quel momento.
    “Come lui, tantissimi altri non elfi sono stati sottoposti allo stesso trattamento. Aprite gli occhi e guardatevi attorno. Questo è il prezzo del vostro gioiello, ed è un prezzo che non è giusto altri paghino per voi.”
    Era stata dura, e forse non sarebbe servito a nulla. Ma dovevano provare, in ogni modo possibile, o sarebbe stato tutto inutile.

    #7315
     Mordoth 
    Partecipante

    Era il momento di incalzare Rosaline.
    Muad’Dib era stato decisivo e aveva detto proprio quello che Gant si sarebbe potuto aspettare da lui. Sperava che qualcuno dei nani che aveva incontrato la notte fosse lì per sentire, per capire che nonostante la loro prigionia potevano scegliere di essere liberi in qualche modo.
    Era davvero incredibile di come il segreto della Ghiaccia fosse stato nascosto così a lungo. Possibile che nessuno si fosse mai chiesto da dove veniva quello splendore? Puah!
    La rivelazione era stata tanto incisiva quanto quella del mezzo demone.
    Avevano fatto molti centri sul bersaglio, ma erano tutte frecce traballanti: le parole di una nobile che si era finta senza senno per molto tempo; quelle di un altro nobile il cui sangue era considerato traditore; quelle del capo della rivolta, un non elfo che aveva versato il sangue di tanti puri; quella di un’altra nobile, dalle abitudini troppo apertamente libertine; e infine un sopravvissuto alla Ghiacciaia, a quanto si affermava, ma chi poteva confermare che la sua condizione fosse causa della città?
    Erano tutte frecce che con il giusto alito di vento potevano staccarsi dal paglione. Ma forse si poteva mettere una freccia in più a supporto…
    “E’ vero. Questa notte sono stato nella Ghiacciaia per vedere con i miei occhi. C’era chi voleva distruggerla e con essa distruggere buona parte di questa città che chiamate gioiello, ma ho preferito provare ad evitare che ciò accadesse. Il mago, che Lady Rosaline ha opportunamente zittito, potrà confermarlo se lo lasciate parlare.” Anche Gant intervenne nel coro. “Ma quello che vorrei che sentiste da lui, quello che vorrei che gli lasciaste confermare, sono i pensieri su quello che stava facendo. I pensieri che gli ho letto nella mente mentre stava preparando due non elfi per l’abominevole procedura di estrazione. I pensieri che mi hanno convinto a tentare di evitare che Torvael saltasse per aria.”
    Gant sperava di poter usare una freccia scoccata da Rosaline a loro vantaggio. Se uno di loro che era stato messo a lavorare in quel posto aveva dei dubbi su quello che faceva e se confermava quello che succedeva, beh per Rosaline sarebbe stato difficile screditare un testimone che lei stessa aveva portato davanti il Consiglio.

    #7327
     Meeme 
    Partecipante

    GANT, NIRAI e TINUVIEL
    Il mago elfo che aveva aiutato Gant prese coraggio. “La procedura è inumana, dolorosa… Togliere la magia vuol dire stappare una parte della loro anima. Chi non muore durante la procedura diventa un vegetale…” Rosaline sembrò contrariata da quelle affermazioni. “Sono stati i nostri Antenati ad ottimizzare la procedura, i Sacri Antenati di questo Concilio! Vogliamo dunque dubitare della saggezza passata?” Doveva volgere quella situazione a suo vantaggio. “Se daremo ai non elfi troppo spazio perderemo le nostre Tradizioni, la nostra cultura!”

    Lord Sirion bisbigliò a Tinuviel che era giunto il momento di far parlare il soldato catturato, lui era scettico a riguardo, il graduato poteva benissimo perorare la causa di Rosaline con delle menzogne, doveva scegliere la barda se farlo parlare, oppure no…

    Nirai lanciò un macigno nella sala indicando l’elfo con il nome di Montague, quando l’illusione scomparve, l’uomo privo di ricordi si sentì circondato ed iniziò a delirare mormorando una sola parola “farfalle…” Fu Juliet a sconvolgere il Consiglio, l’elfa corse verso l’umano urlando disperata, gli prese il volto tra le mani cercando qualcosa in lui, ma Montague si rannicchiò dietro Muad’Dib spaventato ed inerte. L’elfa scoppiò in lacrime e cadde in ginocchio, Nirai aveva scoperto chi era la madre dei due gemelli…

    “Arrestate il Mezzodemone… Egli è un pericolo per noi tutti.” Dichiarò il Consiglio, ma non pronunciò nessuna condanna a morte, non al momento almeno. Muad’Dib non fece resistenza quando lo misero in catene, lanciò uno sguardo a Nirai, uno sguardo che le chiedeva di prendersi cura di Montague. Venne portato via, poi il Consiglio parlò ancora. “Abbiamo molto di cui discutere… Se non avete altro da aggiungere uscite da questa sala, noi prenderemo una decisione e poi verrete richiamati.”

    #7328
     Harlan Malkavian 
    Partecipante

    *quei mostri distruggono anime.. non basta loro il corpo e la mente* rimase in sileònzio ad ascoltare quelle parole che spezzavano ancor di più qulunque sua speranza od affetto verso Torvael e quelle di Rosaline erano molto peggiori delle accuse di Nirai o Muad’Dib.

    Come poteva un elfa ritenere quelle atrocità una parte indispensabile della loro cultura, ed alle parole di Sirion lasciò un sospiro non sapeva cosa fare perché quella scelta doveva toccare a lei, non aveva fatto grandi scelte negli ultimi giorni, con quello che Naltariel aveva passato a causa della sua fottuta idea di fingersi una cliente.

    certo potrebbe mentire o dire come l’abbiamo catturato. Ma se non ci proviamo sarà stato inutile” mormorò la risposta.

    *Oh dee, è il suo amante! Non lo riavrà più, sarebbe stato meglio vederlo morto che ridotto così, con l’anima e la mente spezzati per sempre Poi parlò di nuovo con tono più normale ma freddo e tagliente, come cristalli di ghiaccio scagliati dal vento.

    Quella non è la nostra cultura, rifiuto di accettare che predare anime sia una tradizione elfica. Chi accetta ed abbraccia quelle pratiche non è un elfo. Io vi ripudio!” se solo avesse pronunciare quella frase dovro averla trapassata con Vritylgar, sentiva di nuovo la necessita di ringhiare ma si tratenne, quindici anni fa non era così incazzosa *sarà l’influenza di… dee troppi e troppe delle mie amanti, non mi ero mai accorta di essere attratta da gente con l’incazzo facile. Completamente diverso da Naltariel, almeno fino ad ieri.*

    #7329
     Elan 
    Partecipante

    Nirai sperava di scatenare qualche sorta di reazione nel consiglio mostrando a tutti Montague. Ma non si aspettava quella reazione. La disperazione di Juliet poteva significare unicamente una cosa.
    La Felinide strinse le labbra contrariata, perché in quel modo non sarebbero riusciti a combinare veramente nulla, ma quando le guardie si avvicinarono per prendere Muad’Dib tirò indietro le orecchie ringhiando sommessamente.

    Niente, niente stava andando per il verso giusto.
    Certo, il consiglio non aveva emesso sentenze di morte, ma non potevano accontentarsi di quello…
    Tuttavia, lo sguardo del mezzodemone riuscì a fermarla da fare qualche cavolata. Lo guardò a lungo e annuì, quindi si portò vicino a Montague per non farlo sentire troppo perso.

    “E’ meglio che andiamo, adesso.” disse a bassa voce, cercando di mantenere una calma che non sentiva nel cuore. L’unica cosa che avrebbe voluto, sarebbe stata impedire che Muad’Dib venisse portato via. Ma sapeva benissimo che avrebbe fatto solo peggio, e lui nemmeno glielo avrebbe permesso.
    Lanciò una lunga occhiata al consiglio, poi cercò di far alzare in piedi Juliet. Le dispiaceva aver scatenato in lei tutto quel dolore, perché non lo meritava davvero.
    “Credo che anche noi avremo cose di cui parlare, nell’attesa. Non possiamo fare altro qui.”
    E, a dire la verità, voleva andarsene il più in fretta possibile prima di rischiare di fare qualcosa di cui si sarebbe irrimediabilmente pentita.

    #7331
     Mordoth 
    Partecipante

    “Sì, andiamocene.”
    Il nano si trovava d’accordo con la felinide e nelle sue due uniche parole si poteva leggere molto di più. Non poteva contribuire in altro modo a quella discussione.
    Inoltre cominciava a pensare che non sarebbe servito a nulla. Tutta quella udienza non era altro che un palcoscenico, una farsa… stava maturando in lui l’idea che forse non si sarebbe evitato nessuno scontro.
    Meccanicamente il tentacolo sotto la folta barba si mosse per andare a controllare le ampolle che teneva appese sotto i suoi vestiti. *Questa no; questa uhm teniamola buona, potrebbe servire; quest’altra sicuramente sì e anche quell’altra ancora…* pensava.
    La viscida appendice riconosceva il contenuto di ogni ampolla grazie ad un sistema di riconoscimento che l’alchimista aveva ideato anni addietro, per poter prendere la miscela giusta al momento giusto anche in situazioni in cui non avrebbe potuto usare la vista.
    Gant si avvicinò a Nirai e Juliet, pronto ad uscire con loro.

    #7340
     Meeme 
    Partecipante

    GANT, NIRAI e TINUVIEL
    Tutti vennero allontanati dalla sala, Rosaline aveva un’aria stizzita ed era uscita velocemente. Non era più così certa di vincere.
    Juliette aveva abbracciato Montague, ma lui non aveva dato alcun segno di averla riconosciuta.
    Lord Sirion aveva fatto un lungo sospiro e con la solita aria greve si era limitato a scuotere il volto abbattuto.
    “Speriamo che le nostre testimonianze servano ad evitare una guerra, non ho speranze sul dare migliori condizioni di vita ai non soci, ma voglio credere in una pace anche se sarà illusoria…”

    Muad’dib venne portato via in catene, conosceva i rischi e sapeva che non sarebbe stato rilasciato una volta svelata l’illusione.
    Guardò Nirai prima di venire allontanato, i suoi occhi erano sereni, ma forse le stava chiedendo scusa perché non poteva prometterle di restare in vita…

    L’attesa era terribile, ma dava tempo a tutti di pensare a quello che era accaduto durante la loro permanenza a Torvael, il gioiello elfico… Ma il gioiello aveva mostrato le sue sfaccettature e la luce non era poi così pura…

    Alcuni di loro avrebbero ripreso il loro viaggio dopo questa storia, altri sarebbero rimasti in città per combattere una guerra o promuovere la pace. L’unica cosa certa era che tutto era cambiato sia per loro sia per la città, ma la portata di questi cambiamenti si sarebbe propagata negli anni futuri e loro lo sapevano bene…

    #7341
     Harlan Malkavian 
    Partecipante

    Essere allontanata dalla sala e tutti quei discorsi inascoltabili la misero di cattivo umone e neanche l’aria stizzita di Rosaline stava aiutando, Tinuviel non era certa che i loro sforzi avrebbero permesso di fermare un altro massacro, stupido inutile massacro. Che le loro parole avrebbero fermato e portato alla giustizia i colpevoli di quelli atti mostruosi verso chiunque osasse mettersi sulla loro strada.

    *è quella stronza osa chiamarle tradizioni*

    Le parole di Sirion erano così vere “speriamo, con tutto quello che viene fatto

    Anche il modo in cui Muad’dib si era fatto arrestare, dopo aver aiutato Naltariel, non era per niente di aiuto alla sua incazzatura e nonostante sia stata meritata o meno provava ancora forti sentimenti, rabbia o forse odio, verso quel mezzotoro pazzo per il modo in cui aveva ucciso Altarael, ma forse solo per averla fatta assistere.

    Ma aveva ancora molto da fare, ammesso che fosse stato possibile rendere Torvael il gioiello che pretende di essere. Lei sarebbe rimasta ovunque Naltariuel volesse vivere *non la perderò di nuovo* si promise, in quindici anni aveva imparato molto ed era cambiata, evoluta o forse no.
    E comnuqwue c’erano ancora parecchi elfi non elfi da picchiare.

    #7342
     Meeme 
    Partecipante

    “EPILOGO”
    L’attesa fu snervante e quando il Concilio rientrò nella sala a tutti mancò un respiro. Fu il Primo Padrone a parlare ammutolendo i mormori dei presenti.
    “Abbiamo analizzato le parole dei presenti, incrociato le testimonianze dei testimoni e siamo giunti ad una risoluzione.” L’anziano elfo osservò il gruppo prima di continuare. “Le parole di dama Roseline sono state molto forti e molto sentite…” L’elfa sorrise, un sorriso di vittoria smorzato subito dal resto del discorso. “Nessuno di noi vuole diventare come lei…” Il Primo Padrone lanciò all’elfa uno sguardo carico di disprezzo. “Vogliamo la pace, non la guerra… sono state commesse atrocità da ambo le parti, dobbiamo migliorare affinché non ne accadano altre.” Continuò elencando una serie di proposte approvate dai Padroni per liberare un passo alla volta i non-elfi dalla schiavitù. “Il mezzo demone Muad’dib resterà incarcerato come ostaggio finché non decideremo di liberarlo. Ascolteremo le sue proposte, ma il suo ruolo è troppo importante per un rilascio.” E su questo sembrarono inflessibili…

    Furono settimane di fermento per tutti. Rosaline venne incriminata come mandate delle atrocità commesse nella prigione e Tinuviel ottenne una vittoria quando persino sua madre si schierò al suo fianco contro la dama corrotta. A Nirai venne concesso di far visita al prigioniero una volta a settimana ed il mezzo demone continuava a guidare la sua gente tramite la felinide. Gant ottenne una traccia di suo fratello, ma si prodigò di trovare e far arrestare la maga folle Josie prima di partire nuovamente per la sua ricerca.

    Juliette ottenne il posto di Padrona, la sua voce ed il suo dolore aiutarono molti elfi e non-elfi a fidarsi reciprocamente durante la transizione. La Ghiacciaia venne distrutta per sempre e con l’aiuto della magia di tutti, il Concilio trovò un altro modo per alimentare la bellezza di Torvael. Ottenne di potersi prendere cura di Montague ed anche i Gemelli suoi figli preferirono vivere con lei. Lord Sirion seppur con dolore accettò tutto con stoicismo ed altruismo, sapeva che i gemelli sarebbero stati più felici accanto al loro sangue piuttosto che con lui.
    Ospitò i bambini non elfi salvati da Marethari nella sua dimora e trasformò quella grande e vuota casa in un orfanotrofio gestito dalla druida elfa.

    I primi mesi furono terribili per tutti, molti ancora avevano paura dei non-elfi e ci furono delle sommosse, lentamente però la situazione migliorò grazie a tutti coloro che erano stati salvati durante quel periodo terribile. La fiducia prese il posto della paura e dopo un anno di tribolazione finalmente i non-elfi ottennero la libertà. Molti continuarono a lavorare per i loro padroni, ma con uno spirito diverso che giovò al commercio. Torvael si aprì all’esterno e lo scambio di beni e prodotti migliorò la situazione di molti.

    Gant si occupò dei nani di Torvael aiutandoli ad accettare quella libertà che li spaventava tanto, poi quando la situazione si calmò, partì alla ricerca di suo fratello con una speranza in più. Ciò che Marethari aveva rivelato al nano era stato molto utile e per la prima volta dopo tanto tempo avvertì una sensazione di fiducia. Avrebbe ritrovato suo fratello a qualsiasi costo…
    Partì dopo aver regalato una dose importante di birra di sua creazione a lord Sirion che accettò di distribuire a tutti durante i festeggiamenti per la pace ritrovata. Il nano sapeva che le sue avventure non sarebbero finite e questo pensiero lo rendeva coraggioso e felice.

    Come aveva avvertito Muad’dib, Riel passò i primi tempi in uno stato di rabbia terribile, odiò prima se stessa, poi Tinuviel, poi di nuovo se stessa… Ma non era sola, Tinuviel era sempre accanto a lei ed anche Lee, era con loro, il Celestiale dalle ali strappate si era affezionato molto alle due elfe e si prese cura di entrambe quando il dolore era troppo forte anche solo per uscire di casa. Un anno dopo Riel aveva superato il dramma ed era così bella il giorno del suo matrimonio con Tinuviel, bella e sorridente come la prima volta che l’aveva vista. La madre della barda si arrese a tutto questo, lasciò il marito contrario a quelle nozze e partì all’avventura in compagnia di Lee incaricato di proteggerla da Tinuviel. Tornò dopo molti anni sempre in compagnia del celestiale che orami era diventato il suo secondo marito anche se lei non ne parlava mai con la figlia per non vederla sghignazzare divertita.
    Riel e Tinuviel si occuparono di aiutare tutti in città e la barda divenne un punto di riferimento per Torvael con la sua vitalità, la sua musica e le sue battute sagaci.

    Nirai si prese cura di Ciad e dei non-elfi finché la situazione non migliorò e lei si sentì libera di lasciare la città, cosa che però non fece mai. Ogni settimana andava in prigione da Muad’dib con la speranza che lo liberassero ed ogni settimana tornava più arrabbiata di prima o più triste o più felice. Sopportare il mezzo demone a volte era impossibile e lei gli urlava contro nonostante lui restasse sempre calmo.
    Passarono dieci anni prima che il mezzo demone venne liberato, ormai la situazione era stabile ed i Padroni acconsentirono alla sua scarcerazione dopo che Nirai aveva passato anni a convincerli che anche Muad’dib meritava la libertà. Nirai rimase sempre al suo fianco, litigando ed amandosi follemente per poi litigare di nuovo e di nuovo abbracciandosi stretti. Si occuparono insieme dei non-elfi diventando i loro rappresentati nel Concilio ed aiutando la città a superare ogni pregiudizio.

    Lord Sirion regalò definitivamente la sua dimora a Marethari e sembrava pronto a partire di nuovo in solitudine, ma la druida rifiutò il regalo e gli propose piuttosto di sposarsi per gestire insieme l’orfanotrofio. Il mago elfo storse il naso a quella proposta, arrossi ed acconsentì immaginando già le prese in giro di Nirai e Tinuviel. L’orfanotrofio divenne anche una piccola scuola di magia, Sirion insegnava ai bambini di Torvael, elfi e non-elfi a controllare i loro poteri, la compagnia di Marethari ed l’insegnamento lo aiutò a superare la solitudine. I due non sembravano marito e moglie, ma Nirai e Tinuviel che avevano la vista lunga e le orecchie fine, notarono che tra i due c’era una complicità unica che indicava vero amore…

    Juliette Wisewill passò i suoi anni da Padrona ad occuparsi dei più deboli, Montague viveva con lei anche se non si ricordava nulla. I gemelli aiutavano la madre ritrovata nelle sue opere caritatevoli e passarono anni a fare del bene a Torvael e dintorni.
    Montague osservava quella strana elfa con i suoi occhi da folle, lei a volte lo abbracciava piangendo e lui non capiva il perché. Continuava a mormorare di bellissime farfalle senza afferrarne mai il significato e Juliette gli prendeva il volto tra le mani, cercando in quello sguardo tracce del suo amante perduto e ritrovato. L’umano un giorno si avvicinò a lei osservando il tatuaggio che aveva sul volto. “Farfalla…” mormorò e Juliette pianse chiudendo gli occhi. Montague le baciò entrambe le guance rigate dalle lacrime e lei aprì gli occhi osservandolo con attenzione. “Tu sei la mia farfalla…” sussurrò Montague e Juliette semplicemente annuì.

    Storia di altri Romei e di altre Giuliette…
    FINE

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