Impulse è una serie uscita su YoutubeRed, il canale di Youtube a pagamento simile a Netflix, e narra delle vicende di Henry Coles (interpretata da Maddie Hasson), una ragazza che scopre di possedere la capacità di teletrasportarsi. La prima stagione segue le sue vicende, quelle della madre Cleo Coles (interpretata da Missi Pyle), del patrigno (interpretato da Matt Gordon) e della sorellastra Jenna Hope (interpretata da Sarah Desjardins). Lei attiva istintivamente il potere di teletrasportarsi per proteggersi, e successivamente sperimenta e lo perfeziona nel corso dei dieci episodi della prima stagione, arrivando ad attivarlo volontariamente. Contrariamente alle serie DC o Marvel/Netflix, Impulse non è ispirata a un fumetto ma è invece un vago spin-off del film Jumper del 2008: il tono è serio, ricorda molto Orphan Black, la serie di fantascienza con Tatiana Maslany, sia per i numerosi elementi di quotidianità, sia per l’oppressiva organizzazione che dà la caccia ai ‘mutanti’, sia per l’attenzione alle tematiche giovanili.

E tuttavia Impulse non parla di superpoteri e non parla, nello specifico, del sovrannaturale, che è un elemento presente ma che viene esplorato poco. Invece è una serie che vuole principalmente parlare di violenza, nello specifico dello stupro. La trama è incentrata intorno a questo singolo atto di violenza e le sue imprevedibili conseguenze, ma senza un tono da fumetto. Il tono invece è serio e estremamente rispettoso della gravità del fatto stesso (contrariamente a “13 Reasons Why”, uscita in italiano con il titolo “Tredici”, che è ignobilmente irrispettosa del suicidio), così come la serie nel suo complesso vuole mandare un messaggio molto forte contro la violenza (sulle donne, ma non solo): alla fine di ogni episodio, subito prima dei titoli di coda c’è un messaggio per le vittime di abusi sessuali (“se siete vittime ricordate che non siete soli”) e una call-line gratuita che possono chiamare. Senza contare che la serie non addolcisce minimamente la pillola: evitando spoiler, la scena in questione non contiene nudi e l’abuso viene mostrato in tutta la sua rivoltante crudezza. Ora parlerò di alcuni aspetti negativi della serie, ma non posso che lodare l’intento educativo della serie stessa e, come ho detto sopra, l’estrema serietà e profondità della discussione intorno alla violenza sessuale.

Tutto il resto nella serie è sicuramente non brutto ma convenzionale, spesso anche mediocre. Per quanto la serie non faccia parte del genere e si concentri di più sull’azione, l’età delle due sorellastre e l’atmosfera liceale fanno sì che alcuni elementi di trama siano molto vicini al genere del teen-drama, per cui si notano molti cliché, specialmente intorno al personaggio di Townes Linderman (interpretato da Daniel Maslany, che è decisamente capace pur non avendo molto con cui lavorare); in alcuni episodi è quasi insopportabile nel suo essere un’ambulante collezione di luoghi comuni (l’unico momento che mi ha strappato un sorriso è stato quando l’ho visto giocare a Divinity: Original Sin 😀 ). Altrettanto si può dire della fotografia, che è molto tirata al risparmio: comprensibile, dato il budget piuttosto basso, ma comunque è da menzionare come elemento negativo.

In conclusione, tutti gli elementi di trama che girano intorno alla violenza sono trattati in modo competente, serio, e professionale; tutto il resto serve ad allungare il brodo e non sempre riesce a mantenere un livello di tensione e qualità paragonabile. Sembra che la serie verrà rinnovata e, almeno per il momento, è stata ricevuta molto positivamente dalla critica. Personalmente vorrei vedere più serie così, mirate a un publico adolescenziale o comunque giovane ma che al tempo stesso affrontano tematiche impegnative allo scopo di educare e promuovere comportamenti responsabili. E tutti i problemi di cui ho parlato sono tranquillamente e comodamente aggiustabili con una seconda stagione. Per questo ne raccomando comunque la visione, ha un buon potenziale di intrattenimento e al tempo stesso richiede un certo livello di riflessione da parte dello spettatore.

Voto: 7,5

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