Interazioni romantiche in un GdR

PSA: si raccomanda la lettura di questo articolo a un pubblico maturo e responsabile, siete avvisati.

Ho sempre trovato che le interazioni romantiche, sia tra PG che tra PG e PNG, siano ricercati dai giocatori e dal master e siano eccellenti opportunità per fare del buon gioco, ma al tempo stesso siano comunque molto delicate, dato il loro impatto emotivo. E, così come possono portare a momenti memorabili, altrettanto facilmente possono guastare l’atmosfera al tavolo (o online nel caso di gioco su forum o su chat). In questo articolo vorrei parlare di quella che è stata la mia esperienza con questo tipo di situazioni, e se possibile offrire alcuni suggerimenti basati su quello che mi è capitato. Per cui parlerò brevemente della gestione da parte del giocatore, e successivamente affronterò la questione dal punto di vista del master.

Romance e giocatori

Il rischio principale che ho trovato per i giocatori è di affrontare la cosa con superficialità. “Trovo qualcuno attraente quindi ci vado a letto” può essere un ragionamento valido occasionalmente ma le migliori romance nella mia esperienza sono quelle basate su una comunanza di interessi e su esperienze condivise. Approfondisco il discorso per maggiore chiarezza: il GdR è una fantasia di evasione e la “notte di passione” rientra perfettamente in questa categoria. Tuttavia se resta fine a se stessa non ha molto senso ed è facilissimo rovinare il divertimento agli altri giocatori. In altre parole, va benissimo dare sfumature romantiche al GdR, però c’è sempre il rischio che diventino cinquanta (e di vari colori), non so se mi sono spiegato 😀 La prima cosa da osservare è quindi la compatibilità, ovvero riportare il discorso all’ambientazione e agli elementi di trama: Han e Leia non stanno insieme perché gli attori lo avevano deciso ma, ancora una volta per questione di comunanza di interessi (odio per l’Impero, sostegno alla Ribellione, desiderio di libertà) e esperienze condivise (la Battaglia di Yavin, tre anni di lotta per l’Alleanza Ribelle e la fuga sul Millenium Falcon). A questo punto occorre fare un’importante precisazione: un’interazione romantica prevede scene di flirt tra due giocatori (o tra giocatore e master). Bisogna quindi accertarsi preventivamente che questo non crei problemi al tavolo da gioco: sia chiaro che tutto ciò che avviene “in game” non dovrebbe creare problemi a prescindere, dopotutto ci si trova per giocare assieme. Tuttavia i sentimenti di gelosia sono per loro stessa natura difficili da controllare, per cui raccomando vivamente di accertarsi che un flirt in-game non crei problemi tra giocatori. Una rapida domanda preventiva che va dritto al punto serve più di mille scuse a fatto compiuto. Inoltre, e questo è un discorso che ho notato soprattutto nel gioco cartaceo, ho osservato una certa esitazione da parte dei giocatori nel “fare il primo passo” e approcciare un/una PNG. Un master può avere inserito il/la PNG per le ragioni più svariate, ma i PG sono comunque i protagonisti e da un punto di vista narrativo spetta a loro il primo passo. Due considerazioni ulteriori per giocatori: la prima è di ascoltare attentamente il master e, come sempre, rispettare la sua autorità. Che quest’ultimo sia coinvolto o meno nell’interazione romantica, in genere vorrà inserirla in modo appropriato nell’ambientazione o trovare agganci per la trama generale, per cui vale la pena ascoltare il DM/GM e non voler a tutti i costi fare di testa propria. Secondo, tenete la scena breve e non indulgete nei dettagli per il semplice gusto di indulgere nei dettagli: le scene “romantiche” (le virgolette sono del tutto intenzionali 😀 ) hanno la tendenza a essere noiosissime per gli altri giocatori non coinvolti. Una possibile alternativa è quella di tenere il discorso romantico strettamente agganciato a una trama: l’esempio classico è la seduzione di un/a PG/PNG allo scopo di ottenere informazioni; in questo caso, gli altri possono anche non essere interessati all’aspetto romantico ma seguiranno comunque la scena per via della trama. Un’altra opzione può essere invece, e questo a livello puramente di narrazione, l’effetto comico: l’esempio migliore che si può fare al riguardo è la letteratura, in particolare il Decamerone di Boccaccio e l’Orlando Furioso di Ariosto. Entrambe queste opere letterarie sono racconti di fantasia, ed entrambe sono piene di scene romantiche e… diciamo che tendono a essere piuttosto esplicite. Tuttavia non risultano noiose perché sfruttano l’aspetto, appunto, boccaccesco per ottenere un effetto comico. Va tuttavia ricordato che, per quanto io stimi chiunque giochi di ruolo, dubito che la capacità media narrativa sia paragonabile a quella di Ariosto o di Boccaccio, per cui, ancora una volta, l’aspetto comico di una relazione romantica può funzionare ma tende comunque a stancare gli altri giocatori non coinvolti.

Master e romance

Dal punto di vista del master il coinvolgimento romantico di un qualunque giocatore o giocatrice non dovrebbe, a mio parere, mai essere scoraggiato a priori. La ragione è molto semplice: è difficile coinvolgere emotivamente i giocatori, e quando succede spontaneamente è qualcosa che dovrebbe sempre essere incoraggiato. Detto ciò, come ho scritto nella parte dedicata ai giocatori, occorre accertarsi che la suddetta interazione romantica resti fermamente ancorata all’ambientazione (e in secondo luogo alla trama). Alcuni esempi di questo tipo possono essere il conflitto tra fazioni che coinvolge i due amanti (classica dinamica da Romeo e Giulietta) o i pregiudizi (di casta, classe, religione, etnia o anche di razza). Ancorare in questo modo l’interazione romantica rende la trama più memorabile e con ogni probabilità coinvolge (o per lo meno interessa) anche il resto del gruppo. Preciso anche che non è detto che debba essere qualcosa di macroscopico, può essere anche più semplicemente un elemento di disturbo: ad esempio, due personaggi che visitano la famiglia di uno dei due, e uno dei genitori disapprova della loro unione ma senza per questo forzare un conflitto. Questo aggiunge un dettaglio interessante alla relazione senza per forza risultare in una trama secondaria che il gruppo deve gestire nel corso di multiple sessioni di gioco. Insomma, occorre creare un contesto alla relazione stessa senza che quest’ultima resti completamente separata dalle azioni del resto del gruppo, perché in questo caso tende a essere fine a se stessa. Inoltre, anche qui occorre tenere presente il contesto dell’ambiente di gioco: una buona giocata romantica può essere molto divertenti per i giocatori coinvolti ma potenzialmente noiosa per quelli estranei alla romance, quindi (a meno che la scena in questione non sia un’orgia) conviene, in generale, evitare di prolungare troppo il discorso.

Contesto ambientativo e “gender”

L’ultimo punto, e naturalmente l’ultima parola in questo è del master, riguarda una possibile relazione intima all’interno di un quadro preciso di rappporti sociali. Tanto per fare un esempio di cosa intendo: nel ciclo arturiano, Artù e Ginevra è una relazione legittima, Lancillotto e Ginevra invece no. Inserire una relazione in un’ambientazione può causare problemi e/o tensioni, in particolare se si toccano temi cosiddetti “gender”, ovvero che riguardano differenze in attrazioni sessuali e/o identità sessuali. Ora, prima di entrare in un argomento attuale e spinoso occorre fare un’importante precisazione di tipo storico: le categorie di identità sesssuale sono in genere estremamente ben definite in una qualunque società che non sia del benessere (ovvero, citando John K. Galbraith, una società “affluent”), data la necessità di riproduzione (quindi niente individui “genderfluid”, al massimo ci sono persone di un sesso travestite da persone di un altro sesso, tipo Lady Oscar). Viceversa, le categorie di attrazione sessuale (etero, omo, e bisex) nella società classica (Grecia e Roma antica), medievale e moderna (fino grossomodo ai primi dell’Ottocento) non esistevano (come illustrato da Michel Foucault ne “La Storia della sessualità”, Parigi, Galllimard, 1976). Questo vuol dire che due personaggi potenzialmente compatibili possono finire a letto a prescindere dal loro sesso, e ci sono numerosi esempi di individui famosi che avevano relazioni (del tutto legittime) al di fuori del matrimonio sia con maschietti che con femminucce, e nessuno si faceva particolari problemi di sorta (Alessandro il Grande è un buon esempio, ma anche Matilde di Canossa o anche Rodrigo e Cesare Borgia, e, per fare esempi più recenti, Casanova). E questo perché il matrimonio non era in passato riferito al sesso (come invece succede oggi), era un’unione (consacrata) allo scopo di generare (e crescere, nutrire e proteggere) la prole e assicurare una discendenza, e perciò era esclusivamente tra un uomo e una donna. Intendiamoci, l’amore e la gelosia esistevano e sono sempre esistiti, ma erano considerati come separati rispetto al matrimonio (che riguardava la prole) e al sesso (che poteva anche essere un semplice passatempo). Con questa precisazione storica voglio soltanto dire che questioni LGBT sono del tutto fuori luogo in una società di tipo medievale, dove appunto simili categorie non esistevano. Quello delle categorie di attrazione è purtroppo un problema recente affrontato, e a mio parere piuttosto male, anche da Wizards of the Coast nel loro ultimo supplemento a D&D (Mordenkainen’s Tome of Foes), dove, improvvisamente, gli elfi possono cambiare sesso a piacimento.

Ora, il punto per un master è questo: potete fare quello che vi pare, semplicemente siate coerenti con le vostre decisioni. Volete categorie di attrazione sessuale nel Medioevo? Nessun problema, e ci sono diverse ambientazioni fantasy in cui questo succede (il Vecchio Mondo di Warhammer Fantasy Roleplay, tanto per fare un esempio). Similmente ci sono ambientazioni fantascientifiche dove le categorie non esistono. Se invece fate un’ambientazione storica rigorosa ricordatevi questi dettagli. Uno straordinario esempio di come gestire bene queste tematiche viene da Witcher 3: Wild Hunt, dove le categorie di attrazione sessuale in pratica non esistono all’interno dell’ambientazione ma vengono comunque celebrate dal gioco stesso. Ricordatevi anche che la visione che una certa società/cultura ha del sesso uniforma anche altri elementi della società stessa, cito per dirne due, la concezione del matrimonio e l’esistenza (o meno) delle case di piacere. Esistono anche elementi esterni che possono influenzare le abitudini sessuali di una determinata società, per esempio la diffusione di malattie veneree particolarmente contagiose, come per esempio la sifilide nell’Europa del Cinque-Seicento.

In conclusione, una storia d’amore riesce quando è ancorata in esperienze di vita vissuta (le trame dei PG) ed è inserita in un appropriato contesto di altri rapporti. Concludo ribadendo alcuni concetti, e se qualcuno ha idee migliori per favore mettetele nei commenti: per i giocatori, ragionate se l’interazione romantica sia appropriata (ovvero non ricercatela a tutti i costi) e, se ritenete che sia questo il caso, fatevi avanti e buttatevi. Per i master, incoraggiate i giocatori per quanto potete, ma tenete l’interazione il più possibile legata all’ambientazione e alle trame secondarie.

1 commento
  1. Elan 4 mesi fa

    Mi sono tenuta questo articolo per un momento in cui avessi veramente tempo per leggerlo con attenzione, e devo dire che l’ho trovato particolarmente interessante. Qui sul forum, si sa, non è raro avere interazioni romantiche tra pg/png o tra pg/pg… credo che complice di questa abbondanza di romance sia la minore possibilità di imbarazzo e, al tempo stesso, la possibilità di giocare le scene senza dare fastidio agli altri giocatori.

    Mi è capitato anche in campagna attorno al tavolo, ma non ne conservo ricordi particolarmente nostalgici, sono state più che altro scene buffe
    – La prima volta capitò con un paladino che ci provò con la mia drow (il cui giocatore voleva provarci con me XD). Tutto quello che ricordo fu una scena in cui lui tentò di salvare la mia drow, ma fallì misteramente il tiro di cavalcare e anziché acchiapparla al volo la investì col cavallo XD
    – La seconda avvenne in una campagna di Meeme, dopo che una Succube aveva charmato la mia maga (sì, ok, io e i tiri di dado non andiamo d’accordo XD) questa venne salvata da un druido in forma animale che la portò da un’altra parte… quando tornò in forma umana ovviamente era nudo come un verme, e rimase negli annali la frase “è nudo e ti tocca” XD tante risate per tutti XD
    – L’ultima la stiamo giocando adesso, nella campagna di Seraf, il pg paladino di Deoris ci sta provando con la mia drow (sì, la mia drow è perseguitata dai paladini che ci provano con lei XD): giochiamo scene leggere, il suo pg fa il provolone a caso, la mia pg ci sta senza tante storie… niente di impegnativo, pesante o che occupi troppo tempo nelle sessioni!

    Continuo a pensare che la romance sia un valore aggiunto non da poco, ma nel play by forum a mio avviso rende decisamente meglio!

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