Storia di altri Romei e di altre Giuliette…

Questo argomento contiene 288 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Harlan Malkavian 5 giorni, 2 ore fa.

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  • #6301
     Elan 
    Partecipante

    Nirai strinse forte Chad, non serviva davvero una risposta alla sua domanda, era sufficiente quella reazione a farle capire davvero cosa fosse successo.
    Le sfuggì una lacrima, e si morse di nuovo il labbro per cercare di non piangere.
    Ma quando seppe i dettagli di cosa era successo veramente, i suoi occhi divennero fuoco.

    Restò in silenzio mentre Muad’dib parlava, sentiva la gola serrata in una morsa e una rabbia che non credeva possibile le aveva gonfiato il cuore fino a farlo scoppiare.
    Quella doveva essere una qualche sorta di punizione divina. Doveva essere così, per forza.

    “Voglio venire con te.” disse alla fine, ancora prima di rendersene conto. Si stupì quasi di sentire la sua voce: non era rotta dal pianto come avrebbe pensato, ma piuttosto carica di tutta la rabbia che sentiva.
    Alzò lo sguardo per affrontare Muad’dib. Non le importava cosa avrebbe detto, sarebbe andata lo stesso.
    “Hai detto tu ieri che mi consideri inutile. Tanto meglio. Non rischierai di perdere uno dei tuoi uomini e non dovrai preoccuparti di me.”
    Non sarebbe mai dovuta andare in quella maledetta città, mai, neanche per tutto l’oro del mondo.

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    #6311
     Harlan Malkavian 
    Partecipante

    *Ohhh penso già che può piacermi questa Rosaline* la prima parte della descrizione fatta da Sirion avrebbe potuto benssino applicarsi a Tinuviel stessa, anche lei sa di essere affascinante e gnocca e generalmente riesce ad usarlo a suo vantaggio *se non è ostile ai non-elfi, non mi ero mai preccupata di capire quanti elfi la pensassero come me in queste mura di pietra e sangue* forse avrebbe potuto usare la cosa a suo vantaggio “allora dovremo riuscire a sportare l’ago dalla nostra parte, ci servirà tutta la nostra diplomazia per convincerla a far pendere quella bilancia, con gli ultimi eventi la sua neutralità forse non le è più utile” e Tinuviel senti che qualcosa sarebbe andato storto, Gant di certo non era diplomatico.

    *Se l’attacco è stato preparato per uccidere i Padroni favorevoli ai non-elfi il non esersi espressa a favore di uno dei due gruppi può averla protetta in alcuni casi, ma dopo ieri potrebbe decidere che non è più sufficente, e se non era davvero sicura in un senso o nell’altro potrebbe decidere ora chi appoggiare*

    Ho sentito di Jiuliet, me ne hanno parlato ieri Elemmire ed Isilmer… nessuno merita quello” evitando accuratamente direrimenti al motivo per cui ne stavano parlando, il povero Sirion non aveva bisogno di sapere di come Tinuviel aveva pensato di sedurre Juliet per ripicca sperando di innamorarsi e sposarla. “Riusciremo a farle vedere i pregi della pace con i non umani e di come migliorare le loro condizioni ed i rapporti”.

    Riferito tutto al padre, ed un pò si sorprese di come avertirlo era diventanto un pensiero secondario, a volte Tinuviel non si piaceva ma vedelo scosso e poi rincuorato la fecero sentire meglio, forse c’erano speranze anche per lui.

    Scortò la sua famiglia alla magione, attraversando strade che non avevano più tracce delle violenze di poche ore prima, gli elfi erano veloci a salvare le apparenze *se sapessi cosa fare*.
    Osservò il corpo senza soffermarcisi troppo, quei pazzi scatenati meritavano quella fine, un elfo avrebbe meritato quella fine se avesse avuto le sue intenzioni *forse Altarael è ancora qui!* ed era stranamente felice di quella notizia macabra, anche da ferita il suo Capitano era perfetta.

    Dobbiamo trovare chi gli sta aizando così e fermarlo prima che i danni ad una possbile pace siano irreparabili“, ma per prima cosa dovranno convincere i Padroni, Tinuviel era sollevata dalla mancanza di interesse del Quarto nei suoi confronti.

    #6319
     Mordoth 
    Partecipante

    Gant accompagnò Tinuviel e la famiglia alla loro dimora rimanendo tranquillo e in disparte per tutto il tragitto. Non sapeva come la famiglia di Tinuviel lo vedeva, anche se aveva contribuito a portarli in salvo era comunque un non elfo e l’aggressione era ancora fresca nei loro ricordi.

    Aveva però un tarlo che rodeva la sua curiosità.
    Quando lui e Tinuviel rimasero soli, avviandosi verso la loro meta, il nano cominciò a saltellare di qua e di là cercando di farsi dire qualcosa di quello che era capitato a Juliet Wisewill.
    Ma la sua euforia divenne di colpo come un pessimo dopo sbronza appena arrivati alla dimora dei Wisewill. Si fermò un attimo davanti il cadavere penzolante e bevve un sorso dalla fiaschetta di emergenza, un po’ di coraggio liquido.
    Avrebbe davvero potuto aiutare a fare cambiare idea a quella gente?…

    #6320
     Harlan Malkavian 
    Partecipante

    Quando Gant le chiese di Juliet lo guardò per un attimo prima fi sospirare “non ero in cittá, forse neanche nei paraggi, mi hanno detto che é stata aggredita da un umano, il dolore e la vergogna l’hanno… indisposta” non poteva aggiungere altro era giá sufficientemente comprensibile così. Tinuviel aveva rischiato un paio di volte ma lei ha una spada ed una lancia e sa usarle piuttosto bene.

    #6321
     Meeme 
    Partecipante

    GANT e TINUVIEL
    I servitori scortarono Gant e Tinuviel nella dimora ed ad accoglierli c’erano le due Wisewill accompagnate dal capitano delle Guardie.
    L’elfa bionda armata di spada ed in armatura sembrava stare bene, rivolse un sorriso malizioso alla barda, ma non disse nulla e rimase a protezione delle due padrone di casa.

    Rosaline Wisewill era davvero bella ed elegante, fece accomodare i suoi ospiti ed offrì loro da bere dell’ottimo vino di riserva. Si concentrò su Dama Tinuviel che essendo nobile era sua pari ed a lei rivolse la parola. “Siamo grate dei servizi che avete reso durante la tragica festa. Lord Sirion è stato straordinario e merita tutto il mio rispetto ed affetto.” Aveva una voce seducente e delicata. “So che siete qui per convincermi a risparmiare i non-elfi, ma essi non meritano perdono. Hanno osato entrare nella nostra dimora per fare del male a me ed alla mia dolce cugina! Se non ci fosse stato il fedele capitano i nostri corpi sarebbero stati orrendamente violati.” L’idea la fece rabbrividire di paura.

    Sua cugina, Juliet Wisewill, osservava il vuoto senza dire una parola, sembrava persa in altri mondi e distante da quella conversazione. Alle ultime parole di Rosaline ebbe un piccolo fremito e per un attimo lo sguardo divenne vigile. Tornò vacuo subito dopo come se la sua mente non riuscisse a mantenere l’attenzione su questioni reali.
    “Cosa potrebbero mai offrire degli invasati non-elfi a parte devastazione e violenza? Si sono dimostrati delle bestie ed io non posso trovare un accordo con le bestie. Lord Sirion sa che accordare maggiore libertà ai non-elfi equivale a dargli l’occasione per ucciderci tutti nel sonno.” continuò Rosaline con preoccupazione.

    NIRAI
    Chad smise di singhiozzare e si staccò dolcemente da Nirai asciugandosi le lacrime. “Prenditi cura di Muad’Dib, non possiamo perdere anche lui.” le sussurrò dandole un bacio sulla guancia e lasciandola andare con lui.

    Il Mezzo Demone non la degnò di risposta, le fece un cenno e quello fu sufficiente per la Felinide. Muad’Dib si incamminò verso una stanza, Nirai lo seguì in attesa che le spiegasse in che modo pensasse di passare inosservato nel Distretto degli Elfi. Lui non disse nulla, si spogliò nudo, restando in perizoma, e cosparse il corpo di cenere; poi si alzò ed immerse le braccia in una tintura rosso sangue, la usò per imprimere segni sul suo corpo, la cenere assorbiva il colore creando disegni più vividi e mettendo in risalto cicatrici e muscoli.

    Si incamminò scalzo verso la sua gente e loro lo salutarono gridando il suo nome. Nirai si rese conto che non aveva intenzione di portare armi o indossare armature. Era nudo, coperto di cenere e pittura ed avrebbe affrontato in quel modo gli Elfi. I ribelli incitavano il suo nome, lo rispettavano, lo amavano, anche Chad gridava il suo nome, sapeva che avrebbe vendicato il padre, ne era certo.

    Muad’Dib lasciò la sicurezza del rifugio e si diresse verso il Distretto degli Elfi seguito da Nirai. Non le aveva rivolto la parola e lei non capiva se avesse un piano, oppure no…

    #6322
     Elan 
    Partecipante

    Nirai guardò Chad annuendo, lo sguardo triste e leggermente spento.
    “Non gli succederà nulla, te lo prometto.” gli garantì, anche se si sentiva morire dentro, perché non avrebbe dovuto permettere che nemmeno a Wallach succedesse qualcosa.

    Per un attimo temette che Muad’dib non avrebbe accettato la sua compagnia, ma quando le fece quel cenno si alzò e lo seguì in silenzio.
    Si rendeva conto che il suo era una sorta di rituale, e non lo disturbò mentre si preparava.
    Forse in un altro momento avrebbe persino potuto apprezzarlo… ma in quel momento lo fissava senza nemmeno vederlo realmente, rimanendo seduta in un angolo.
    La sua mente andava alla sera prima, la mascella serrata nel ripensare a tutto quello che avrebbe potuto dire e che invece non aveva detto, tutto quello che avrebbe potuto fare e che invece non aveva fatto.

    Chiuse un secondo gli occhi, ma non aveva intenzione di crollare ancora. Avrebbe avuto tempo per piangere, ma in quel momento aveva bisogno di essere lucida.
    Non gli aveva nemmeno detto di fare attenzione…
    Strinse forte le mani a pugno, nonostante il dolore degli artigli mancanti, e fece un lungo respiro per mantenere la calma prima di alzarsi per seguire il mezzodemone.
    Rimase in disparte mentre la sua gente lo acclamava, non aveva intenzione di intromettersi in alcun modo. Lei non era parte di quella realtà, anche se in un certo senso era una consapevolezza che le faceva male, adesso.

    Uscì dal rifugio in silenzio. Lui non aveva ancora detto nulla, ma non poteva aiutarlo se non sapeva quali fossero le sue intenzioni.
    “Cosa hai in mente di fare?” la sua voce era piatta e fredda, si stava sforzando per non cedere.
    Lo guardò per un attimo, senza nemmeno essere intimorita da lui.
    “Voglio esserti d’aiuto. Ma non posso farlo se non so come hai intenzione di agire.”

    #6324
     Meeme 
    Partecipante

    NIRAI 
    Il Mezzo demone continuava ad ignorarla non curandosi affatto di lei e delle sue domande, quando giunsero al confine del distretto dei non-elfi si voltò verso di lei rivolgendole la parola. 
    “Il tuo compito sarà quello di liberare il corpo del mio amico, non ho potuto dare degna sepoltura ad Ann, farò qualcosa per suo marito.” Ann era la moglie di Wallach e Muad’Dib pronunciò il nome di lei con una strana dolcezza. 
     
    “Io mi occuperò del Capitano delle Guardie, era il suo amante e sono certo l’abbia ammazzato a tradimento. Andrò da lei e nessuno oserà fermarmi.” Sembrava fiducioso, ma Nirai ancora non aveva capito come avrebbe fatto il Mezzo demone ad eludere tutti gli elfi della città per raggiungere la dimore della Quinta Padrona. 
     
    Si avvicinò a lei ad un tratto e facendole quasi paura. “Prima però devi fare una cosa molto più importante, ragazza…” disse con quella voce cavernosa e tetra. La guardò negli occhi come se cercasse qualcosa prima di continuare. “Devi piangere, ragazza… Non puoi tenerti tutto dentro… Nessuno ti vedrà farlo qui ed io mi volterò.” Sembrava che si fosse accorto del suo dolore e che volesse farla sfogare prima di affrontare gli assassini di Wallach.

    #6325
     Elan 
    Partecipante

    Nirai stava quasi iniziando a pensare che Muad’dib non le avrebbe detto nulla del suo piano, o presunto tale. Arrivò persino a pensare che non si fidasse di lei. Ma quando alla fine si fermò, quasi andò a sbattergli addosso.

    Lo ascoltò attentamente. Avrebbe preferito essere lei ad andare ad a riempire di botte quel maledetto capitano delle guardie, lo avrebbe davvero preferito con tutto il cuore. Ma forse era meglio così.
    Probabilmente non sarebbe riuscita a mantenere la freddezza necessaria. Ma c’era ancora qualcosa che non le tornava.
    “Come farai ad avvicinarti a lei? Ho… Visto… Il posto in cui si trova, è pieno di elfi…”
    Strinse i denti in una sorta di ringhio silenzioso, non le piaceva ricordare quel posto, ma aveva promesso a Chad che a Muad’dib non sarebbe successo nulla.

    Stava ancora riflettendo, quando il mezzodemone le si avvicinò, è lei fece istintivamente un passo indietro, le orecchie girate in segno di pericolo, spaventata.
    Rimase però stupita, non si aspettava quella sorta di gentilezza da parte sua, e fu quasi un pugno nello stomaco.
    Girò la testa, sentendo una lacrima scenderle lungo la guancia, e strinse di nuovo i denti.
    “Piangere non cambierà le cose.” disse, asciugandosi le lacrime con rabbia, ma ormai non riusciva a fermarsi.
    “Ti aiuterò contro gli elfi di questa città. Sarà la vendetta migliore.”
    Non avrebbe voluto piangere, perché sapeva che poi non sarebbe più riuscita a fermarsi, è avrebbe permesso al dolore di invaderla.

    “Non avrebbe dovuto morire così…” disse a bassa voce, non stava parlando a Muad’dib, forse più a se stessa. Ma non c’era stato bisogno che il mezzodemone dicesse come doveva essere stato ammazzato, lo aveva già sospettato, ma sentirlo dire aveva fatto ancora più male, molto più di quanto non avrebbe mai potuto pensare.

    #6329
     Meeme 
    Partecipante

    NIRAI 
    Muad’Dib la lasciò sfogare, ma quando lei parlò di vendetta scosse il viso. “La vendetta non è un motivo valido, ragazza. È una risposta emotiva… Io non voglio vendetta. Io otterrò Punizione.” Lo disse con una freddezza notevole per uno che aveva perso il suo amico. “Piangere non cambierà le cose, ma ti farà stare meglio. E potrai combattere lucida. So che Chad ti ha chiesto di proteggermi, ma sarò io a proteggere te.” Doveva conoscere bene il bambino se aveva frequentato Wallach e sua moglie. “Sono i miei figli. I derelitti di questa città. Farò in modo che abbiano una vita migliore, oppure una morte per ottenere una vita migliore.” Non c’era speranza in lui, sapeva di non poter uccidere tutti gli Elfi della città, non senza perdere tutti i suoi seguaci e quel destino di morte non lo spaventava affatto. 
     
    Sorrise, un sorriso tetro, quando lei gli chiese come poteva superare tutti gli elfi della città. Allargò le braccia muscolose e rise. “Io sono Muad’Dib… Nessun elfo oserà avvicinarsi a me.” Aveva lo sguardo determinato e folle, lo sguardo di un condannato a morte. 
     
    Varcò il confine del Distretto senza paura, con le braccia aperte, disarmato, nudo e scalzo. Nirai tremò di paura quando vide le prime guardie, ma quelle si soffermarono sul Mezzo demone e tremando si rannicchiarono da una parte senza intervenire. La Felinide notò allora che un’aurea infernale circondava l’uomo. Aveva gli occhi che bruciavano ed anche il resto del corpo, circondato da quella luce demoniaca terrorizzava le persone costringendole ad allontanarsi da lui e fuggire. Muad’Dib faceva paura e gli Elfi non osavano avvicinarsi a lui temendo di finire bruciati vivi dal suo tocco. “Hai ancora domande, ragazza?” Le chiese lui con la voce cavernosa e profonda. 

    #6330
     Elan 
    Partecipante

    Muad’dib incuteva timore solo con le parole, ma Nirai non era spaventata da lui come la sera prima. Non la voleva terrorizzare, anzi, forse era il suo modo un po’ particolare di consolarla.
    Non aveva molta importanza.
    L’unica cosa certa era che le sue parole avevano realmente dato il via alle sue lacrime e la Felinide pianse, in silenzio. Forse non ne aveva davvero alcun diritto, non era nessuno in quella città, non era nessuno per nessuno di loro. Ma pianse lo stesso, e quando finì i suoi occhi erano lucidi, tristi, ma più calmi.
    Annuì appena.
    “Non sono venuta con te per essere un peso o farmi proteggere. Farò quello che deve essere fatto.”
    Non l’aveva detto con cattiveria o con stizza, era solo un’affermazione.

    Uscì insieme al mezzo demone dal quartiere dei non elfi, al contrario suo lei aveva una certa circospezione. Ma quando incontrò le prime guardie e le vide ritirarsi spaventate si stupì.
    Guardò Muad’dib e capì all’improvviso il loro terrore.
    Sembrava davvero una creatura dell’abisso, un demone implacabile a cui nessuno si sarebbe mai avvicinato.
    Esitò un istante, perché anche a lei faceva terribilmente paura. Ma sapeva di non avere nulla da temere da lui, e riprese a camminargli accanto. Iniziava a capire i suoi seguaci, il perché lo rispettassero e lo amassero. Lo avrebbero seguito fino alla morte perché lui li ispirava, e dava coraggio in un universo in cui esisteva solo la disperazione.

    Scosse la testa alle sue ultime parole. Non aveva altre domande.
    “Punisci quell’elfa e torna sano e salvo dai tuoi uomini.” fu l’unica cosa che disse. “Hanno bisogno di te.”

    #6340
     Harlan Malkavian 
    Partecipante

    Ringraziò i servitori mentre veniano scortati dalla Quinta, quanto sarebbe peggiorato il loro trattamento dopo la follia di ieri? *potrò davvero fare qualcosa di utile qui?* ed Altarael era lì, finalmente poteva rivederla, sorrise a sua volta ogni parola che avrebbe potuto dire era bloccata in gola il cervello completamente vuoto affascinato dalla visione angelica che aveva davanti, il suo Capitano a protezione delle padrone di casa *sono già innamorata?*.

    Si sedette ed ringraziò per il vino, sorseggiandolo, di certo l’avrebbe aiutata almeno un poco ad avere un incontro costruttivo od almeno a calmarle i nervi.
    E dopo le prime parole di Rolasine capì che sarebbe stato davvero difficile convincerla, era sconvolta e nelle emozioni accomunava tutti i non-elfi della città a quelli idioti spinti ad attaccare, sapeva che sarebbe successo qualcosa di simile la paura porta all’odio ed alla fine basta una scintilla per scatenare l’inferno, ma avrebbe provato lo stesso.

    Chiunque abbia partecipato agli eventi di ieri, chiunque abbia avuto un minimo ruolo nella progettazione o svolgimento di quella follia merita di finire come l’umano appeso qua fuori” fece una pausa prendendo un altro sorso di quel nettare ed osservando Juliet, le sue condizioni le fecero tremare il cuore come poteva esistere qualcuno tanto vile da causare quello? avrebbe voluto poter fare qualcosa per lei ma non aveva una magia od una canzone abbastanza potente da riparare una mente infranta.

    Credeva davvero in quello che stava dicendo, i colpevoli dovevano morire ed essere esposti come esempio ma le vere cause di quelle azioni andavano rimosse o sarebbe successo ancora, ed ancora ed ancora “era una folla di selvaggi, resi quasi folli da qualcuno che ha usato il loro risentimento verso di noi“.

    Socciuse gli occhi, come poteva trovare un argomento adatto per quietare quel terrore, aveva forse il diritto di trovarlo *no, non devo pensare così, non tutti i non-elfi sono selvaggi, neanche in questa città, così come non tutti gli elfi sono dei mostri, neanche in questa fottuta città* poso ancora lo sguardo sul capitano per vedere la sua reazione, era così magnifica, gli occhi le brillarono per un attimo ma non era lì per ammirare Altarael o non avrebbe combinato niente.

    Io e Lord Sirion cerchiamo solo la pace e trattamenti più equi per i non-elfi. Ma so bene che con la maggior parte di loro non ci sarà possibilità di dialogo oltre all’acciaio, sono sempre stati trattati come bestie” serviranno davvero quelle parole convinte? “noi siamo migliori di loro ma non tutti i non-elfi sono come quelli che abbiamo combattuto ed ucciso ieri…

    Fece usa pausa con un sospiro calmante, in realtà era ancora fusiosa con i responsabili delle morti di eri, e furiosa forse non era una parola abbastanza forte, gli effetti calmanti delel parole di Sirion non erano durati poi a lungo.
    Ma se attaccheranno ancora continueranno a morire e non mi piace per niente quel mezzodemone che seguono, Muad’dib“.

    #6344
     Mordoth 
    Partecipante

    Gant seguì la comitiva attraverso le stanze di quella dimora, con lo stesso atteggiamento intimorito e curioso che un bambino ha le prime volte che varca la soglia di un grande assieme ai genitori.
    Al cospetto dei padroni di casa rimase poco dietro Tinuviel, proprio come un bambino che si nasconde dietro la gonna della madre. Si sedette, prese il bicchiere di vino e ascoltò parlare i grandi.
    L’odore di quel vino però lo attraeva poco e, quando pensò di non essere visto, fece scivolare nel bicchiere qualche goccia da una delle sue fialette. Il vino ebbe una reazione e sprizzò qualche bollicina. L’alchimista sorrise, soddisfatto della miscela… ora dal bicchiere si sentiva un profumo davvero invitante… bevve un sorso e guardò gli altri come un gatto che sta gustando un bel trancio di pesce fresco.
    Ma non era distratto, ascoltava attentamente i discorsi degli elfi. Il nano pensava che le loro parole erano troppo cariche di risentimento e di pregiudizio, frutto di anni di vita di un certo tipo.
    Fece girare il vino nel bicchiere pensieroso mentre Rosaline chiedeva cosa potrebbero mai offrire dei non-elfi a parte devastazione e violenza. Allora posò il bicchiere e si rovistò in tasca.
    Avvicinò il viso alla mano semi chiusa, esaminando il contenuto. Di tanto in tanto versava qualche goccia sull’oggetto e guardava subito dopo. Intanto Tinuviel stava dicendo la sua, ma anche le sue parole erano cariche di rabbia e il nano non capiva se avrebbero chetato l’animo della Padrona o avrebbero alimentato il suo risentimento.
    “Dama Wisewill…” prese parola Gant sperando di non mancare di rispetto in qualche modo, “quello che ci preme è salvare delle vite, quello che vogliamo è giustizia. E’ facile cadere preda del risentimento ed è probabilmente la leva che è stata usata per aizzare i non elfi della rivolta. Di pochi è la saggezza di aspettare e punire chi è veramente colpevole.”
    Gant sperava di aver fatto passare il messaggio nel modo giusto, facendo capire a Rosaline che stavano cavalcando l’onda della rabbia proprio come i non elfi aizzati contro di loro.
    Parlò continuando il suo lavorio sull’oggetto che aveva in mano. Alla fine si alzò e con il massimo rispetto posò sul tavolino di fronte a Juliet una piccola rosa di pietra, incisa grazie a un agente corrosivo dalla roccia che aveva in tasca.

    #6345
     Meeme 
    Partecipante

    GANT e TINUVIEL
    “Avete ragione, non tutti I Non-Elfi sono dei mostri e degli assassini, ma possiamo davvero rischiare tutto per quei pochi che non ci comportano da bestie? Se diamo libertà a loro, anche i più estremisti ne trarranno beneficio.” Rosaline era una politica nata, sembrava fosse nata per quel ruolo e la sua bellezza migliorava le trattative.
    “ Non possiamo avere paura di loro, ma la fiducia è una merce molto rara.” Sembrava dubbiosa e prudente ascoltando le parole della barda e di Gant.

    Altarael, il capitano delle guardie, invece, sembrava soddisfatta dalle parole della barda e si infervorò quando la sentì nominare Muad’Dib.
    “Il Mezzo demone è il cuore della ribellione, se riuscissimo ad uccidere lui, lo sciame si disperderebbe.” specificò con quella voce maliziosa e Roseline annuì.
    “Abbiamo tentato di catturarlo più di una volta, ma senza successo. È un essere codardo e nessuno lo ha mai visto combattere.” Il Quinto Padrone scosse il viso. “Eliminarlo potrebbe darci l’occasione di trattare con i membri più moderati della ribellione e forse saremo in grado di ottenere la pace.” Rosaline Wisewill sorrise. “Ho bisogno di pensare…” Si alzò e seguita dal Capitano delle Guardie si diresse in una camera più appartata.

    Juliet seguì con lo sguardo perso sua cugina, indecisa se seguirla, oppure no. Rimase in attesa ed alla fine si alzò a sua volta, prendendo la rosa scolpita del nano e rigirandola tra le dita. Si avvicinò ai due guardandoli con occhi vispi. “Non fidatevi delle parole di mia cugina. Nessuno ha tentato di farci del male. L’uomo ucciso non ha commesso alcun crimine se non quello di essere un umano.” Disse quelle parole in fretta e si allontanò per non insospettire Rosaline.

    Gant e Tinuviel attesero una decina di minuti prima che il Quinto Padrone tornasse accompagnata da Altarael e Juliet. “La situazione è critica, ammiro Lord Sirion per quello che sta cercando di ottenere, ma non me la sento di appoggiare una mozione a favore dei non-elfi, ritengo che…” Un urlo inumano la fece tremare interrompendo quel dialogo, Altarael sfoderò subito la spada, mentre l’unica a mantenere la calma sembrò proprio Juliet.
    Un altro urlo e poi una voce cavernosa a seguire.
    “Rosaline Wisewill, Quinto Padrone. Altarael Anori, Capitano delle Guardie di Torvael, la Giustizia sarà giudicata! Io sono Muad’Dib! Avete ucciso a tradimento, affrontatemi! Sono venuto qui per voi!”
    Rosaline ebbe un sussulto con le labbra tremanti aggrappandosi ad Altarael disperata.

    NIRAI
    Muad’Dib le sorrise. “Ucciderò i miei nemici mosso non dall’odio, ma dalla verità.” sussurrò tetro mentre si avvicinava alla villa del Quinti Padrone. Le Guardie si lanciarono contro di loro e si fermarono davanti al mezzo demone, due di loro scapparono verso la villa per avvertire la padrona di quella invasione, le altre vennero stordite da Nirai e ridotte al silenzio.

    Il corpo di Wallach era stato issato in bella mostra, Muad’Dib slegò il cadavere e lo pose a terra con delicatezza. “Mi dispiace, amico mio… ” mormorò chiudendo i suoi occhi e coprendolo con il mantello di una delle guardie. “Mi occuperò di chi ha fatto questo, avrei dovuto proteggerti. Prego gli Dei a cui credevi di lasciarti raggiungere Ann…” porse il corpo alla Felinide. “Portalo al sicuro tra la mia gente. Io mi occuperò dei suoi assassini.”

    Lanciò un urlo bestiale e poi ancora uno per costringere gli occupanti ad uscire allo scoperto.
    “Rosaline Wisewill, Quinto Padrone. Altarael Anori, Capitano delle Guardie di Torvael, la Giustizia sarà giudicata! Io sono Muad’Dib! Avete ucciso a tradimento, affrontatemi! Sono venuto qui per voi!” Gridò con voce fiera e rimase in attesa perché era pronto a combattere ed a morire.

    #6346
     Elan 
    Partecipante

    Nirai annuì alle parole del mezzodemone. Aveva ragione, con l’odio non sarebbero arrivati da nessuna parte.
    La Felinide aveva ancora gli occhi lucidi ma era più calma ora, perché ancora una volta Muad’dib aveva avuto ragione: avrebbe potuto affrontare gli elfi con più lucidità, in quel modo.

    Le sue frecce non mancarono mai il bersaglio, stordì le guardie con fredda precisione, ma quando arrivarono davanti al cadavere di Wallach per un istante vacillò.
    Per tutto quel tempo, nonostante tutto, una piccola parte di lei aveva sperato che si fossero sbagliati, che avessero visto male, che fosse successa una qualsiasi altra cosa per cui non era stato Wallach ad essere ucciso.
    Vederlo lì appeso in quel modo, invece, le fece precipitare addosso la realtà e dovete fermarsi a prendere un lungo respiro. Ma non pianse di nuovo, non era più il momento adatto.

    Ascolto la voce possente di Muad’dib. Una volta forse avrebbe tremato a quel suono, le avrebbe fatto paura…
    Ma erano gli elfi adesso a dover avere paura, il Capitano Delle Guardie avrebbe pagato per ciò che aveva fatto…
    E lei non poteva perdersi quel momento.
    Guardò Muad’dib.
    “Fagliela pagare.” disse a bassa voce, gli occhi duri come due pietre.

    Non avrebbe abbandonato il corpo di Wallach, ma avrebbe assistito a quello scontro ad ogni costo.

    #6466
     Harlan Malkavian 
    Partecipante

    Rosaline aveva ragione come potevano fidarsi di quei pazzi guidati da un mostro selvaggio, come avrebbero potuto migliorare la vita di tutti senza dare spazio e libertà a chi vuole distruggere “Siamo bloccati in
    un circolo di risentimento, un sepente che si morde la coda, come possiamo spezzarlo senza dare a quei pazzi un arma contro di noi?
    ”.

    In effetti immaginava qulacosa del genere, uccidi la testa ed il corpo la seguirà, “lo conosco da poche ore e già desidero la sua testa placcata e trasformata in un battiporta.” oh dei tutte le cose che la voce di Altarael facevano al corpo ed al cuore di Tinuviel, *nessua era riuscita a farmi bagnare tanto con poche parole, e stava parlando di uccidere qualcuno!*.

    c’era qualcosa di strano in Juliet, nel suo comportamento solitamente apatico e vacuo per poi all’improvviso cambiare completamente e Tinuviel non riusciva a capire se fosse un effetto del tramua subito o qualcos’altro. *non fidarci della Quinta?* Juliet sta dicendo che quell’umano era innocente? che il suo capitano l’aveva ucciso solo perché umano? *no, non lei. Se questo è vero Rosaline ha mentito, Altarael non aveva motivo o diritto di dubitare.* disse fra se negando completamente quell’ipotesi, non poteva immaginarla, aveva bisogno di sapere che la donna che ama era migliore degli altri elfi.

    *LO SAPEVO!* il mostro era arrivato fino alla dimore del Quinto per portare morte ed odio “oh quel bastardo!” non aveva altre parole al momento dovette sforzarzi di pensare in modo più o meno lucido senza farsi controllare dall’ira o dalla paura “forse oggi riusciremo a fermarlo” poi si fermò “dove sono le guardie?” guardò il capitano “stai attenta” mormorò sperando che solo Altarael la sentisse.

    #6482
     Mordoth 
    Partecipante

    Sì, Rosaline era una politica nata. E come tale era brava a dissimulare la prudenza con il prendere tempo e questo metteva dei dubbi al nano. Il Quinto Padrone non era chiaro.
    Eliminare Muad’Dib avrebbe dato loro l’occasione di trattare con i membri più moderati? Gant ne dubitava. Eliminato lui non ci sarebbe stato nessuno con cui trattare, sarebbe stata la condatta di tutti. Quell’arrosto puzzava troppo da fumo e la birra dei festeggiamenti sarebbe stata sprecata.
    La parole di Juliet insinuarono ulteriori dubbi sul comportamento del Quinto Padrone… o doveva mettere in dubbio i dubbi perchè venivano da una supposta fuori zucca? Che gran casino!
    Poi il verdetto portò un poca di chiarezza e fu chiaro che il loro era stato un buco nell’acqua… proprio come quando si va a pesca con le bombe.
    Infatti Muad’Dib comparve a rompere le uova nel paniere…
    Gant reagì d’impulso, forse perchè era sobrio. Lanciò una bomba fumogena in mezzo alla stanza e acuì i sensi. Nella coltre fumosa si mosse verso la posizione in cui era Juliet.

    #6483
     Meeme 
    Partecipante

    GANT e TINUVIEL 
    Due guardie si precipitarono dentro la dimora e riferirono che il mezzo demone in compagnia di un’altra bestia avevano reso inerti il resto dei difensori, tutto per recupere il corpo dell’umano ucciso. 
    “Farò attezione, non ti preoccupare…” rispose il Capitano delle Guardie alla barda con un sorrisetto di sfida prima di uscire dalla dimora per affrontare il nemico. Uccidere Muad’Dib avrebbe significato molto prestigio per una come lei ed Altarael non voleva lasciarsi scappare l’occasione. “Vieni con me, Tinuviel… sarà divertente massacrare quel mostro.” La guerriera elfa aveva uno sguardo omicida. 
     
    Rosaline si rannicchiò in cerca di un riparo, mentre sua cugina, Juliet, invece, sembrava estranea a tutto quel disastro. “Dobbiamo scappare prima che sia tardi!” Mormorò il Quinto Padrone e sfruttò la nebbia creata dalla bomba di Gant per ritirarsi e fuggire dalla dimora. Juliet era rimasta immobile, non sembrava così folle ora che la situazione si stava scaldando.
    “Abbiamo commesso troppi errori, è giusto il tempo di pagare.” sussurrò ed invece di scappare si sedette al posto di sua cugina come se fosse lei il Quinto Padrone.
    “Ho rinunciato a questa responsabilità per troppi anni… Quando Muad’Dib sarà soddisfatto nella sua vendetta di sangue, io dovrò negoziare la pace.”
     
    NIRAI 
    Nirai portò al sicuro il corpo di Wallach, e rimase nascosta ad osservare Muad’Dib; il mezzo demone le dava le spalle, ma nonostante il corpo muscoloso era disarmato e la felinide si chiese come avrebbe fatto a combattere contro il capitano delle guardie senza evocare un qualche tipo di arma magica. 
     
    Il capo dei ribelli rimase in attesa, sembrava quasi che nessuno volesse accogliere la sua sfida, quando dalla dimora comparve il Capitano delle guardie in armatura e spada scintillante. 
    “Eccomi qui, schifoso mostro demoniaco! Ti farò a pezzi ed appenderò il tuo cadavere!”
    Il Mezzo demone non sembrava intimorito, sperava di incrociare le armi anche con il Quinto Padrone, ma Rosaline Wisewill non sembrava intenzionata a presenziare. “Mi accontenterò dell’omicida per il momento. Il Quinto Padrone potrà vivere ancora qualche ora…

    #6485
     Elan 
    Partecipante

    Nonostante l’incredibile dimostrazione di poco prima e la sensazione di potenza che emanava anche solo guardandolo, Nirai temeva che quello scontro potesse essere più impari del previsto.
    Per quanto poco, Muad’dib era nudo e disarmato… per cavarsela avrebbe dovuto probabilmente ricorrere alla magia, con tutti i rischi che ne conseguivano.

    La Felinide era contenta di essere rimasta, preferiva avere la situazione sotto controllo, ma quando il Capitano delle Guardie si fece vedere, dovette dare prova di tutto il suo autocontrollo per non saltarle addosso.
    Quella non era la sua battaglia.
    Nonostante tutto, però, il pelo sulla sua schiena si drizzò, le orecchie si girarono all’indietro, e mostrò i denti in un ringhio silenzioso.
    Per quanto sembrasse da sola, in ogni caso, lei non si fidava: quell’Elfa era subdola, sleale, disgustosa in ogni sua sfaccettatura. Non si sarebbe sorpresa se avesse dato ordine a qualcuno di attaccare il mezzodemone alle spalle.

    Acuì quindi i sensi, per non perdere nemmeno il più piccolo rumore. Per quanto il suo sguardo non si staccasse dai due avversari, niente le sarebbe sfuggito. Se qualcun altro fosse intervenuto nello scontro lo avrebbe fermato, con le buone o con le cattive.

    #6490
     Harlan Malkavian 
    Partecipante

    Così il mostro non era solo, aveva portato con se uno dei suoi folli seguaci, se solo quei poveracci avessero potuto avere un leader migliore qualcuno che desiderasse davvero pace ed un destino migliore invece si sono affidati ad un mezzo-demone, un abominio, una bestia corrotta che desidera solo il sangue.

    ti seguo” ripose, avrebbe combattuto al fianco del suo capitano, non poteva perderla anche se quello sguardo le fece scorrere un brivido lungo la schiena, ma era un gueriero e ne aveva visti molti nel furore della battaglia.
    E quello non le impedi di certo di seguirla con lo sguardo di una ragazzina innamorata e francamente non le importava davvero niente di essere vista e compresa, in reltà era proprio quello che voleva… essere riconosciuta come pretendente alla mano di Altarael, e fanculo la sua famiglia.

    A quanto pare Juliet la pazza non era poi tanto pazza, solo un pò stupida “si troppi errori,
    ed io ho permesso alla mia famiglia di farli, anche io ho rinunciato per anni
    ” fece una risata amara e fredda alle successive parole di Juliet “Temo che Muad’dib non sarà soddisfatto finche non ci avrà ucciso tutti, dagli anziani ai neonati“.

    Poi estrasse Vritylgar, la sua spada d’arme, controllandone la lama perfetta che brillava come il giorno in cui fu forgiata molti decenni prima, allentò le cinghie che tenevano lo scudo a posto dietro la schiena e portò il corno alle labbra suonandolo una volta all’esterno, un boato di sfida e vittoria per le guardie ed il suo Capitano.

    [Tinuviel usa il corno per esibizione bardica – Ispirare Coraggio]

    #6516
     Mordoth 
    Partecipante

    Politica e codarda! Rosaline se la svignò appena fu possibile. Puah!
    Gant rimase un poco interdetto nel vedere Juliet sedersi al posto del Quinto Padrone e nel sentire le sue parole. Possibile che lei…?
    Non si capacitava di tutto quell’odio e di quella voglia di morte. Altarael e Tinuviel se ne uscirono infervorati per la comparsa di Muad’Dib. Mentre lui rimaneva lì con quella che cominciava a sospettare essere il vero Quinto Padrone.
    “Madama Juliet ma quindi voi siete…” e lasciò la frase in sospeso rimanendo nell’incertezza.
    “Perchè non fate qualcosa invece di aspettare che il sangue scorra ancora?” Il nano era esasperato. “Credete davvero che ci sarà volontà di negoziare una pace se la violenza non accenna a smettere? La vendetta non è giustizia.”
    La morte del capitano o del capo dei ribelli avrebbero avuto lo stesso effetto.

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